
Non e' in tema aviatorio, ma segnalo ( se non l'ha fatto abbastanza la tv in questi giorni) il nuovo album di Giovanni Allevi ..........
Blog dedicato all'Aviazione Italiana Civile e Militare e alla Sua storia , un riferimento "giornaliero" (se possibile) al sito Aerei Italiani - http://www.aerei-italiani.net - articoli, convegni , mostre, esposizioni e quant'altro appassiona gli storici italiani e non. La collaborazione e' libera e gratuita mandatemi foto , testi , domande riguardanti il volo in Italia di ieri e di oggi e saranno pubblicati.


COMUNICATO STAMPA – Gorizia 7 nov. 2006
72 milioni di spesa “a regime” fino al 2022, cinque “fasi” di sviluppo delle quali la prima ad inizio 2009, alberghi, istituto tecnico, pista ciclabile e pedonale intorno alla zona operativa: questa la “master plan” del Progetto che prevede molte altre varianti, consegnata ieri all’Enac nella persona del funzionario aeroportuale dr. Domenico Rana ed oggetto oggi della presentazione al numeroso pubblico intervenuto, con interventi di molti uomini politici interessati all’iniziativa dell’Associazione 4° Stormo che ha commissionato il progetto all’arch. Marco Palazzo.
Fra gli intervenuti, il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta che ha assicurato al progetto l’appoggio dell’amministrazione da lui presieduta, fatti salvi i problemi relativi ai finanziamenti, Franco Brussa, consigliere regionale della Margherita, che ha sottolineato che Gorizia deve far sentire la propria voce in Regione in considerazione della prospettiva che l’aeroporto diventi una realtà provinciale e non solo cittadina, mentre Gaetano Valenti, consigliere regionale di Forza Italia, ha espresso forti perplessità sui finanziamenti che secondo lui devono venire più dai privati che non da enti pubblici.
Lo sviluppo dell’aeroporto come si è evinto dalle presentazioni delle varie ipotesi, verrebbe ad inserirsi in un contesto di “sistemi aeroportuali” della regione Friuli Venezia Giulia, senza incidere sulla loro attività ma piuttosto nell’implementare le comuni sinergie ed interessa notevolmente tutto il comparto economico in quanto potrebbe favorire lo sviluppo e gli investimenti, tenuto conto che molti aeroporti del Nord Italia perverranno a livelli di saturazione preoccupanti nei prossimi 3-5 anni e quindi uno scalo per l’aviazione generale potrebbe inserirsi di pieno diritto in questo contesto, senza incidere sulla operatività degli altri scali regionali ed in particolare quello di Ronchi dei Legionari.
Cinque sono le “fasi” dello sviluppo previsto dal Progetto per il “GGAA Gorizia general avition airport”: una prima destinata alla elaborazione del Progetto nelle sue parti principali, per poi passare alla fase di acquisizione dei finanziamenti ed un inizio lavori nel 2009, a cento anni dal primo volo della “trapola de carta” dei fratelli Rusjan in questo stesso cielo, per giungere poi alla fase finale del 2020-2022 con la costruzione di alberghi, sedi di istituti tecnici ed quant’altro necessario a dotare Gorizia di un aeroporto in grado di competere con gli scali nazionali ed internazionali.
Progetto ambizioso senza dubbio ma ideato col preciso scopo di sviluppare e rendere redditizia un’aerea aeroportuale in pratica abbandonata da decenni all’incuria ed al degrado.
Ufficio Stampa
C. d’Agostino


Cinegiornale d'epoca,probabilmente del 1940, in cui si vedono all'opera i Cant. Z 506 - 501 ed i Savoia Marchetti S.M. 79 da bombardamento navale.
Clamoroso a metà video un "falso storico" l'apparecchio inglese partito da una portaerei abbattuto dai nostri altro non e' che un LN 411 dell'Aéronavale atterrato d'emergenza nei pressi di Iglesias in Sardegna il 25.6.1940


COMUNICATO STAMPA
La Facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia celebra i fasti delle Officine Meccaniche Italiane
Lo sviluppo del comparto ingegneristico nella città del Tricolore, nota ai giorni nostri soprattutto per il peso del settore meccanico, ha radici profonde e lontane tanto che la facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha voluto fermare il suo sguardo e onorare in maniera degna il prezioso contributo dato alla sua crescita da uno dei più affermati nuclei imprenditoriali, dedicando un ciclo di incontri alla storia delle costruzioni aeronautiche e ferroviarie, che portano il timbro delle Officine Meccaniche Italiane
Si tratta di un appuntamento culturale interessante per gli appassionati, ma che si caratterizza anche come un momento di riflessione scientifica e tecnica per gli addetti ai lavori che continuano ad operare in questo importante settore, dove diventa strategica e fondamentale l’intensa e la sinergia con la ricerca accademica.
“Ritengo che l’Università – afferma la prof.ssa Bianca Rimini Preside della Facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia - debba svolgere anche il ruolo di custode e memoria del passato. Gli incontri in programma sono organizzati allo scopo di testimoniare la continuità della tecnica a Reggio Emilia e ricordare quei prodotti dell’ingegno scaturiti da menti pionieristiche locali, che hanno contribuito a far conoscere la città nel mondo. Con questo vogliamo anche continuare a rafforzare il legame fra città e Università”.
La prima tappa propone un excursus su “Le costruzioni aeronautiche Reggiane” e si terrà venerdì 20 ottobre 2006 alle ore 17.00 presso il Padiglione Buccola della Facoltà di Ingegneria (via Amendola 2) a Reggio Emilia, facendo da apripista ad altri tre incontri.
La storia delle Officine Meccaniche Italiane
Le innovazioni tecnologiche conseguite in campo aeronautico sono innumerevoli: basti pensare al primo mezzo, quale il RE. 2000 costruito nel 1940, per arrivare ai giorni nostri con la costruzione di velivoli a guscio con ali stagne, ai radiatori intubati nell’ala, alla progettazione di aerei con propulsione a getto e di velivoli commerciali per il trasporto su rotte atlantiche.
Modena, 19 ottobre 2006
L’ufficio stampa
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