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martedì 24 ottobre 2017

Battaglione Loreto e aliantisti da sbarco. di Giambattista Casarino

da Aeronautica n.11 Dicembre 1995.

Cameri fu sede anche del Reggimento d'assalto Duca d'Aosta

Battaglione Loreto e aliantisti da sbarco.
di Giambattista Casarino
 
Negli anni 1942 e 1943, l'aeroporto di Cameri fu sede di due reparti speciali della Regia Aeronautica, il Battaglione Riattatori "Loreto", al comando del tenente colonnello Salvatore Scovenna, e il NAVSM (Nucleo Addes-tramento Volo Senza Motore) denominato anche Nucleo Aliantisti da sbarco, al comando del tenente colonnello Adolfo Contoli.

La costituzione dei due reparti speciali era inquadrata in un grandioso piano militare concepito per l'occupazione di Malta (Operazione C.3) al quale avrebbero dovuto concorrere forze armate italiane e tedesche con un imponente impiego di uomini e di mezzi. Gli alti comandi avevano pensato di ricorrere all'aviotrasporto con alianti di truppe d'assalto dopo le imprese dei tedeschi nel 1940-41 in Belgio e a Creta dove gli alianti bellici avevano avuto un ruolo determinante. Le cose però non andarono come era stato previsto.

Abbiamo ricostruito per sommi capi la storia, poco conosciuta, di questi due reparti durante la loro permanenza a Cameri, grazie anche alle testimonianze, per il Battaglione Loreto, dell'avvocato Mario Buoncristiani di Roma, allora sottotenente armiere della 1 a Compagnia, e del generale Franco Bassi, allora tenente AArs comandante di plotone della 2a compagnia, e, per gli Aliantisti da sbarco, di Adolfo Contoli, Plinio Rovesti e Gianfranco Benini. Nell'estate del 1942, quando arrivarono a Cameri i primi volontari del battaglione "Loreto", l'aeroporto era "disarmato", senza cioè reparti operativi. Il 17° Stormo BT 73 durante la era stato appena trasferito alle dipendenze del Comando Bombardamento della Sicilia.

Lancio di incursori paracadutisti da Ca. 73 durantre la "giornata dell'aria" del 1930

L'ordine di costituzione del battaglione "Loreto" fu diramato col dispaccio di Superaereo n° 03 dellO giugno 1942. I primi militari arrivarono a Cameri i116 giugno, solo sei giorni dopo. L'addestramento doveva avvenire in tempi rapidi. Il sotto tenente Mario Buoncristiani arrivò il 3 luglio, quando l'organico del nuovo reparto era pressoché completato. "Il personale avrebbe dovuto essere - secondo quanto scrive Mario Buoncristiani che cita in proposito le disposizioni dello Stato Maggiore - esclusivamente volontario ma oltre il dieci per cento fu assegnato d'autorità, consentendo così a molti comandanti di liberarsi dei cosiddetti "lavativi". La loro presenza però non influì sullo spirito del reparto che restò sempre compatto, anche se ci furono alcuni casi poco edificanti. "

Da metà luglio, per un paio di settimane, il personale fu sottoposto a un duro addestramento: furono chiamati appositamente degli ufficiali di fanteria di stanza a Novara. Successivamente subentrarono ufficiali e sottufficiali del battaglione. Durante le marce, i militari indossavano camicia e calzoncini cachi tipo coloniale. Senza la divisa azzurra, sembravano fanti e furono perciò chiamati "fanti azzurri", nome che restò loro anche in seguito. In libera uscita, indossavano la divisa azzurra ma la popolazione locale sapeva ugualmente distinguerli dagli altri aviatori chiamandoli "loretini". "Per me è rimasto sempre un mistero - precisa Buoncristiani - ma di certo qualcosa c'era che ci distingueva dagli altri, dagli "stanziali", più sedentari, burocratici e forse imboscati, e questo essere considerati un po' speciali ci rendeva orgogliosi e fece nascere in tutti noi un "complesso di superiorità "che si trasformò presto in spirito di corpo".

Sull'aria dei motivi musicali più in voga i volontari del Battaglione inventarono le loro canzoni e le cantavano a squarciagola durante le marce e nei momenti di riposo. Erano parodie allegre, goliardiche, che legarono ancora di più gli uni agli altri, coinvolgendo tutti, anche gli ufficiali, rafforzando così l'amalgama del gruppo.

L'organico era di 854 uomini suddivisi in un comando battaglione e 4 compagnie formate di due plotoni ciascuna. Meno della metà degli uomini, precisamente 372 secondo quanto riferisce Buoncristiani, quelli delle prime due compagnie trasportati da alianti, erano destinati a compiere dei veri e propri "blitz" cogliendo di sorpresa e occupando un aeroporto nemico e poi predisponendosi per la sua difesa. Alle altre due compagnie, anche queste trasportate da alianti, spettava il compito di riattivare le attrezzature aeroportuali distrutte durante l'assalto e consentire l'arrivo del grosso della forza di occupazione. Ovviamente la composizione delle compagnie era fatta tenendo conto di queste esigenze, tattico-militare una e tecnico-logistica l'altra. Precorrendo i tempi, fu creata una unità composita ma omogenea, in grado, almeno sulla carta, di compiere e di gestire autonomamente un'importante azione di guerriglia, come una vera e propria "task force" dei nostri giorni. Lo spirito era quello di un gruppo di arditi, di "commandos" votati al sacrificio. "Ma allora gli uomini che dovevano essere impiegati in quelle folli avventure - scrive il generale Bassi - rischiavano veramente la vita perché, armati del solo coraggio, affrontavano un nemico munitissimo e agguerrito".

L'armamento e le attrezzature in dotazione non erano certo gran cosa: 94 pistole Beretta 7,65 con 14 colpi, 94 pugnali (mai distribuiti), 94 mitra Beretta calibro.9 canna lunga (primo modello) con 240 colpi, e 760 moschetti mod.91 con 72 colpi. Inoltre, 6 mitragliere da 20 mm, 18 fucili mitragliatori Breda e un imprecisato numero di bombe a mano. Fra le attrezzature, una stazione radio, telefoni campali, teli e razzi da segnalazione. I mezzi di trasporto erano 10 motociclette 250 cc e 15 biciclette. Razione viveri a secco per 2-3 giorni e 100 pacchetti di medicazione.

Nell'agosto 19-12 la fisionomia del battaglione Loreto assunse una più precisa connotazione in senso tattico-militare, con l'arrivo del colonnello Donatello Gabrielli, bersagliere della 1a guerra mondiale, che assunse il comando del Reggimento d'Assalto Duca d'Aosta del quale facevano parte anche il Nucleo Aliantisti da sbarco e il Battaglione ADRA (Arditi Distruttori Regia Aeronautica) che però era di Stanza in altra sede. Il colonnello Gabrielli sino al mese di novembre, fu anche il comandante dell'aeroporto di Cameri dove il Reggimento Duca d'Aosta ebbe sede.

Nel mese di novembre incominciarono ad affluire sull'aerporto di Cameri gli allievi piloti degli alianti bellici destinati al trasporto dei "loretini". Benché l'ordine di costituzione del Nucleo Aliantisti da sbarco fosse del2 giugno 1942 (n.02/5270) non si riuscì a completare l'organico richiesto di 250 allievi se non quando furono ammessi anche i piloti che avevano ottenuto il brevetto di volo a vela B e C presso le scuole della GIL assistite dalla Regia Aeronautica.

Tra i due reparti, che avrebbero dovuto operare insieme. non ci furono mai contatti, anche se per un breve periodo ebbero sede sullo stesso aeroporto di Cameri. Durante il mese di novembre, quando arrivarono gli aliantisti, i "loretini" cominciarono ad andar via. Furono trasferiti a Marsala in previsione dell'attacco a Malta . Ma la guerra non andò com'era nelle previsioni e l'Operazione C.3 fu prima rinviata, poi annullata. Dalla Sicilia, le prime due compagnie furono inviate in Tunisia, mentre le altre due, rimaste a Marsala, furono letteralmente decimate in un bombardamento aereo.
                                 
L'aliante da trasporto "A.L.12P" con le insegne della Luftwaffe, dopo 1'8 settembre 1943.

Il corso teorico per gli allievi aliantisti da sbarco iniziò a Cameri nel dicembre. Le lezioni si tennero nel cinema-teatro aeroportuale e comprendevano anche insegnamenti sulla tattica militare, sull'uso delle armi e sulle azioni di sabotaggio. Dopo aver portato sull'obiettivo le truppe d'assalto e i riattatori, infatti, anche i piloti dovevano dare man forte nelle operazioni militari.

Nel mese di gennaio incominciarono le lezioni pratiche di volo, diurne e notturne.

Sul campo di Cameri c'erano lO alianti DFS 230 e quattro GO 242 ceduti dalla Luftwaffe; ma furono impiegati, soprattutto nella prima fase di insegnamento, alianti sportivi e da record, quali il CAT 28, il Bonomi, l'Asiago. Venne anche utilizzato un FL.3 senza elica, trainato da Ro.41, RO.37 e Ba.28. Arrivò a Cameri anche il prototipo A.L.12P costruito dalla Aeronautica Lombarda, un aliante di grosso tonnellaggio che diede ottimi riscontri ma che non fu mai prodotto in serie per la piega negativa che aveva preso la guerra.

Tra gli aerei che furono impiegati per il traino, oltre quelli già citati, c'erano Ca.100, 111 e 133, Ba.25, Fiat CR.42, e, per gli alianti più pesanti, l'SM.81.

Gli allievi furono sottoposti a un duro tirocinio, fatto di addestramento al volo e di preparazione strettamente militare, con particolare attenzione per l'impiego in azioni di guerriglia.

L'addestramento avrebbe dovuto completarsi nell'estate del 1943. Il tenente colonnello Adolfo Contoli, dopo la partenza del colonnello Gabrielli diventò il comandante dell'aeroporto di Cameri sino alla fine del mese di gennaio 1943 quando gli subentrò il tenente colonnello Corrado Corradino, comandante del 430 Stormo BT rientrato da poco sull'aeroporto novarese.

Nella primavera del 1943 gli alti comandi non dimostrarono più interesse per il corso degli aliantisti: il Reggimento Duca d'Aosta si era pressoché sfasciato, l'operazione C.3 era stata annullata. Il personale di Cameri però continuò a prodigarsi con grande entusiasmo anche se abbandonato dai superiori comandi: tra l'altro, gli alianti disponibili non erano sufficienti per proseguire l'addestramento di tutti e cominciò a mancare la benzina.

Alla fine del mese di aprile iniziò il trasferimento del Nucleo a Orio al Serio, prima, e a Ponte San Pietro, poi. Solo una decina di allievi riuscirono a conseguire il brevetto di pilota d'aliante militare. Dopo 1'8 settembre la scuola cessò di esistere.

I reduci del Reggimento Duca d'Aosta si sono ritrovati il 23 maggio 1987 a Grosseto ma da allora non si ha più notizia di altri raduni.

Gli Aliantisti di Cameri invece sono rimasti molto uniti e hanno organizzato numerosi raduni, a cominciare dal 1963, a Calcinate del Pesce. Si sono incontrati anche sull'aeroporto di Cameri, per il XN raduno, il 26 settembre 1976. Abbiamo notizia anche del XXVIII raduno, il 9 settembre 1990, ad Asiago, dove nacque il volo a vela italiano. A dimostrazione del forte attaccamento esistente tra i reduci del Gruppo, gli aliantisti hanno dato vita anche a un notiziario. Nel numero redatto per organizzare, a Parma, il XXV raduno, hanno scritto: "Quello che lega gli Aliantisti è qualcosa del quale nessuno ha mai scritto, ma che noi intimamente sentiamo. Il generale Contoli sarà presente come sempre e ci troverà tutti uniti intorno a lui."

La continuità e la frequenza dei loro raduni non ha riscontri tra quelli di altri reparti dell'Aeronautica. E' un esempio per tutti di attaccamento al reparto.


sabato 24 maggio 2014

Dal 20 maggio al 1. giugno 2014 Grande manifestazione aerea a Locarno

Dal 20 maggio al 1. giugno 2014
Grande manifestazione aerea a Locarno

Il Comando della Base aerea di Locarno e la Direzione dell'aeroporto  cantonale  vi danno il più cordiale Benvenuto sul sito di cielo aperto, la grande manifestazione voluta per festeggiare il traguardo raggiunto dall'aviazione a sud delle Alpi. Nel 2014 ricorreranno i due seguenti importanti anniversari:
  •  100° delle Forze aeree svizzere  
  •  75° dell'Aeroporto di Locarno.
Per celebrare degnamente queste ricorrenze, la Base aerea di Locarno e la Direzione dell'aeroporto cantonale organizzano presso l'aeroporto di Locarno una serie di appassionanti eventi apertigratuitamente al grande pubblico. Aviazione militare e civile daranno vita ad uno spettacolo indimenticabile.
Cielo aperto sarà l'appendice a sud delle Alpi della festa delle Forze aeree. La manifestazione principale AIR14 si svolgerà su due fine settimana differenti, il 30 e 31 agosto e il 6 e 7 settembre 2014 a Payerne.
Nel 2014 ricorreranno inoltre il 50° di fondazione della mitica Patrouille Suisse e il 25° del blasonato PC-7 TEAM. Avremo quindi l'onore di avere a Locarno queste due pattuglie acrobatiche per ammirare la destrezza dei piloti in uno spettacolo all'insegna dell'eleganza e della precisone.

sabato 16 novembre 2013

RESTAURATO L’HANGAR GLEIWITZ DELL’AEROPORTO DI GORIZIA . Novembre 2013

RESTAURATO L’HANGAR GLEIWITZ DELL’AEROPORTO DI GORIZIA




C’era una volta un campo di volo, così potrebbe essere riassunta con un titolo “cinematografico” la storia dell’aeroporto di Gorizia, realizzato sullo spazio adattato dall’Austria ad aeroporto sussidiario a quello di Neustadt (vicino a Vienna) agli inizi del 1900. Un aeroporto che ha tutta una sua storia che si collega alla storia di uno dei più prestigiosi Reparti di Volo della Regia Aeronautica, il 4° Stormo Caccia Terrestre.

Ora, dopo un lungo periodo di stasi e di abbandono durato anni, troppi anni, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Transfrontaliera “Duca d’Aosta” di Gorizia ha letteralmente preso in mano non solo la situazione e con l’aiuto sostanziale, cioè economico, della “PIpistrel Italia” e la preziosa collaborazione dell’Enac (con il suo direttore Angelo Bonato) sta operando per il suo sia pure parziale riqualificazione.
Molto è già stato fatto, in particolare con il restauro dell’hangar Gleiwitz, un manufatto che ha tutto un suo percorso che vale la pena di ricordare in quanto non del tutto conosciuto .

Nel 1920 nell’ambito dei rimborsi per danni di guerra il governo austriaco cede all’Italia un certo numero di hangar tipo Troester e Gleiwitz, alcuni dei Troester trovano allocazione in diversi campi di volo (attualmente l’unico ancora esistente, debitamente restaurato, fa parte del Museo dell’Aeronautica di Vigna di Valle) mentre uno dei Gleiwitz fu assegnato all’aeroporto di Gorizia . Venne smontato in Austria, caricato su un treno che si fermò lungo la linea ferroviaria che ancora oggi corre di fianco all’aeroporto e quindi ricollocato per ospitare nel 1925 la 38^ Squadriglia del 21° Stormo Osservazione aerea. Della derivazione austriaca non c’era alcun dubbio ed è risultata certa dai recenti lavori di ammodernamento, che hanno fatto ritrovare fra le travi alcuni frammenti di un documento in lingua tedesca, datato 1909.

L’hangar fu utilizzato come abbiamo detto dalla 38^ Squadriglia e nel corso degli anni fu sottoposto a lavori di sistemazione che comprese, probabilmente intorno alla metà degli anni ’30, la ricopertura del tetto in lastre di amianto che ha conservato fino a poco tempo fa, quando a carico dell’Enac sono stati effettuati lavori di esportazione totale e ricopertura in materiale inerte.
Il 1931 vede l’insediamento nell’aeroporto del 4° Stormo Caccia Terrestre appena costituito a Gorizia, mentre nel corso degli anni è sottoposto ad aggiornamenti con varie sistemazioni e che consentono in esso la presenza di altri Reparti, fra i quali la Scuola Addestramento Aerosiluranti. Dopo la dichiarazione di guerra l’aeroporto fu sottoposto a incursioni alleate, che furono particolarmente pesanti dopo il 1943 quando la zona costiera Trieste-Monfalcone venne dichiarata “territorio tedesco” e dall’aeroporto di Campoformido i nostri caccia iniziarono ad intervenire per contrastare i bombardamenti alleati che colpivano anche obbiettivi civili. 

Nel 1944 con utilizzo di bombe a frammentazione (probabile l’intenzione di non devastare il campo di volo in modo pesante ed intervenire piuttosto su infrastrutture e personale), comportò comunque danni. Il numero delle vittime non fu inferiore a 150: 30 morti a Breg, frazione di Merna, 5 morti nella vicina Orehovlje (Montespino) e altre vittime a Savogna e a S.Andrea, frazione di Gorizia. Diversi feriti moriranno nei giorni seguenti a seguito delle ferite riportate. L'aeroporto  viene gravemente danneggiato: le piste butterate dalle esplosioni, i tre hangar Lancini della Caccia a sud del campo e la palazzina Comando seriamente danneggiati, risultano colpiti anche l'hangar Lancini a Nord ed alcuni edifici. Distrutti a terra o resi inservibili gli SM.79 del Gruppo Aerosiluranti "Buscaglia" destinati alle operazioni su Anzio e Nettuno e rimasti bloccati a Gorizia dal maltempo sulla rotta appenninica. L’hangar fu in gran parte risparmiato. Proprio durante la recente ristrutturazione sono state ricoperte con il cemento le tracce di uno spezzone esploso sul pavimento, mentre su una trave è ancora oggi visibile il colpo di uno spezzone inesploso.

Nel dopoguerra l’hangar venne preso in gestione dall’Aero Club Gorizia e dotato di zona per l’officina ed alcuni locali per gli uffici dell’aero club stesso e per un certo periodo l’aeroporto abbia una sua vita operativa, sia pure ridotta, compresi i Corsi di Cultura Aeronautica promossi dall’Aeronautica Militare negli anni ’60 e ’70. Per diverse vicende l’attività iniziò a diminuire fino a scomparire in modo tale, che la zona intorno alle piste ormai in disuso iniziò ad essere utilizzata per podismo, passeggiate col cane, allenamenti. Tutti si dimenticarono di mettere i piedi su un terreno aeroportuale, passato nel frattempo dal demanio aeronautico al demanio civile ma sempre col vincolo di attività aeronautica.

Ora si ricomincia con serietà di intenti e buona volontà del direttivo dell’Associazione Transfrontaliera, con presidente il com.te Fulvio Chianese, che entrato in Alitalia nel 1966 l’ha lasciata nel 1998 con al suo attivo abilitazioni su Caravelle SE210, Douglas DC8, Douglas DC9, Douglas DC10, Boeing B727, MD80, AirBus A300, Lear Jet LR25D, DASH8/300 (AirDolomiti), Mc Donnald Douglas MD11. Con simili presupposti, siamo certi che il futuro dell’aeroporto si presenta molto interessante.

Carlo d’Agostino
Foto d’Agostino Hangar Gleiwitz restaurato


domenica 20 giugno 2010

ALL’AEROPORTO “TORINO AERITALIA” DI COLLEGNO IL NUOVO CENTRO AERONAUTICO PER LA RICERCA INDUSTRIALE E LA FORMAZIONE AVANZATA

ALL’AEROPORTO “TORINO AERITALIA” DI COLLEGNO IL NUOVO CENTRO AERONAUTICO PER LA RICERCA INDUSTRIALE E LA FORMAZIONE AVANZATA:

All’Aero Club Torino si lancia il Progetto“YOUNG FLYERS,”percorso di cultura aeronautica per giovani dai 16 ai 25 anni


Collegno, 15 giugno 2010 - All’aeroporto “Torino Aeritalia” di Collegno parte il nuovo centro aeronautico per la ricerca industriale e la formazione avanzata. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Accordo di partnership siglato nel novembre scorso, tra Politecnico di Torino e Aero Club Torino e nasce con l’intento di offrire alle imprese innovative che operano nel settore aerospaziale, la possibilità di insediare unità operative direttamente nell’aeroporto “Torino Aeritalia” di Collegno per lo svolgimento di attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione direttamente legate al volo.
Oggi è stata presentata l'esperienza di DigiSky, startup dell'incubatore I3P del Politecnico e prima insediata nel sito di Collegno che nell'occasione ha effettuato il roll up del velivolo P92 Super Echo “Smat” (sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca SMAT F1 - Sistema di monitoraggio avanzato del territorio Fase 1), ovvero una piattaforma aerea basata sulla cellula del velivolo P 92 appositamente attrezzata con un’avionica speciale per il test in volo di sensori innovativi.
La piattaforma aerea sarà utilizzata nel corso dei prossimi mesi per l’effettuazione dei primi test di volo previsti dal piano di sviluppo. La base operativa del P92 “Smat” sarà presso l’aeroporto “Torino Aeritalia”.

Il piano di sviluppo del Centro prevede oltre alla ricerca, attività formative che partiranno con un programma di avvicinamento tra il mondo aeronautico accademico e quello delle scuole di volo. Il progetto “Young Flyers” consentirà agli studenti di Ingegneria Aeronautica del Politecnico di Torino e agli allievi degli Istituti superiori di frequentare le strutture dell'Aero Club Torino con finalità operative e opportunità di formazione aeronautica sia tecnica sia gestionale.
Il percorso di formazione e informazione spazierà dalle nozioni di aeronautica all’ambientamento con i velivoli e gli alianti; dalla conoscenza delle strutture aeroportuali alle simulazioni di intervento del servizio antincendio con l’opportunità, per gli studenti più meritevoli, di frequentare il corso gratuito per diventare Vigili del Fuoco aeroportuali. Previsti anche corsi di primo soccorso per assistenza sanitaria in aeroporto. Infine, gli “Young Flyers” avranno l’opportunità di sperimentare e provare l’emozione del volo con i soci dell’Aero Club di Torino. Saranno avviati stage, tirocini, tesi di laurea.

Gli studenti avranno inoltre agevolazioni per partecipare ai corsi di formazione dell'Aero Club di Torino e richiesti dall'Enac per il conseguimento delle licenze di volo.


«L’accordo di collaborazione firmato con il Politecnico lo scorso novembre e la disponibilità mostrata dalla Città di Collegno – ha affermato il presidente di Aero Club Torino, Angelo Moriondo – trovano oggi la prima occasione di attuarsi concretamente. L’insediamento dell’impresa DigiSky sull’aeroporto Torino Aeritalia è l’embrione di quello che ci auguriamo possa, nel tempo, diventare un vero e proprio parco tecnologico per le attività di ricerca e di servizio in ambito aeronautico ed aerospaziale. A fianco di questa iniziativa, e in suo appoggio, verrà attuato il progetto “Young Flyers” destinato ai giovani e volto alla promozione della cultura aeronautica».


Durante la presentazione si è inoltre celebrato l'anniversario del volo record effettuato durante i World Air Games del 2009 dall'astronauta e pilota collaudatore, Maurizio Cheli con il velivolo SkySpark, realizzato in collaborazione tra DigiSky e Politecnico di Torino. Il presidente dell’Aero Club Torino, Angelo Moriondo, ha consegnato a Maurizio Cheli, a riconoscimento per le sue imprese, la targa di socio benemerito dell’Aero Club.

Sono intervenuti il presidente Aero Club Torino, Angelo Moriondo, il presidente del corso di laurea in Ingegneria aeronautica e spaziale Marco Di Sciuva, il sindaco di Collegno Silvana Accossato, l’astronauta Maurizio Cheli, il responsabile di DigiSky, Paolo Pari e una rappresentanza delle aziende del Distretto Aerospaziale Piemontese coinvolte nel progetto Smat tra cui Alenia Aeronautica azienda coordinatrice del progetto.


Ufficio stampa Aero Club Torino
Luciana Salato lu.salato(AT)libero.it

Ufficio Relazioni con i media Politecnico di Torino
resp.Tiziana Vitrano – Elena Foglia Franke
tel. 011.0906183/011.0906286 - relazioni.media(AT)polito.it:




venerdì 27 giugno 2008

Aeroporto Thiene : Commemorazione Arturo Ferrarin


Riccardo Stoppani mi ha inviato questo :



Gentili Signori,

su richiesta dell'Aeroporto di Thiene estendiamo il presente invito a chiunque avesse piacere di partecipare.E' possibile arrivare in aereo o in elicottero! Nell'occasione ci sarà una esibizione di un aereo acrobatico e un lancio acrobatico di paracadutisti.

venerdì 20 giugno 2008

L'aeroporto Amedeo di Savoia Duca d'Aosta

L'aeroporto Amedeo di Savoia Duca d'Aosta


Le nubi che si stanno affacciando sull'aeroporto di Gorizia non fanno presagire nulla di buono! Le origini sono lontane e risalgono al 2003 quando fu creata la Societa' di gestione "Aeroporto Duca d'Aosta S.p.A." che da allora non ha partorito alcunché, "paralizzata", senza i numeri per poter "operare" e senza poteri.


L'ENAC, l'Ente gestore dei beni del Demanio Civile, coerente con una disposizione ministeriale del 2000 che prevedeva di concedere gradualmente il controllo degli aeroporti a Societa' di capitale pubblico, ha lungamente sollecitato la "Aeroporto Duca d'Aosta S.p.A." a portare a termine i suoi impegni istituzionali.


Nel febbraio 2005 alla Societa' di gestione,"Aeroporto Duca d'Aosta S.p.A." e' stato assegnato dalla Regione un contributo per ristrutturare la palazzina "ex aerostazione" (400.000 Euro) mentre la Protezione Civile si era impegnata a fare altrettanto con i rimanenti edifici (1.200.000 Euro) ma i lavori non hanno mai avuto inizio.


Nella primavera del 2007 l'ENAC ha messo a disposizione una somma che dai 450.000 iniziali era stata portata a 600.000 Euro, per la sistemazione della recintazione dell'area aeroportuale, gli ingressi, la separazione dell'area operativa di volo e per il rifacimento della copertura dell'hangar. I tecnici dell'ENAC di Venezia sono venuti per due volte ad effettuare un sopralluogo ed i lavori sarebbero dovuti partire nel settembre dello stesso anno; anche in questo caso tutto e' "saltato"!


Sempre nel 2007 il contenzioso tra il Demanio Centrale, che pretendeva dall'Aero Club Giuliano cifre astronomiche per gli affitti arretrati di un hangar obsoleto (applicando tariffe previste per l’aeroporto di Malpensa), si e' risolto a favore dell'Aeroclub ma la faccenda non si e' ancora conclusa; il Demanio Regionale non informato o in disaccordo con il Demanio Nazionale pretende gli arretrati per diverse centinaia di migliaia di Euro. Un ricorso al TAR darebbe sicuramente ragione all'Aero Club Giuliano, ma comporterebbe comunque un esborso di almeno 15-20.000 Euro per le spese legali.


La situazione delle altre associazioni presenti nell'aeroporto e' piu' o meno analoga e, a quanto ci è dato di sapere, tra breve la risposta annunciata del Demanio sara': "L'aeroporto si chiude a tutti. Le Associazioni debbono liberare gli edifici, la ventina di aerei presenti nell'hangar vanno trasferiti su altri campi. L'aeroporto non e' un giardino ed il footing i cittadini lo vadano a fare altrove!".


Quali sono le soluzioni possibili? La prima e' che la Societa' di gestione diventi operativa, ottenga cioe' i finanziamenti promessi in passato dalla Regione, dalla Protezione Civile e dall'ENAC, ristrutturi la palazzina "aerostazione", metta a norma almeno un paio di edifici e la viabilita' interna; a quel punto l'aeroporto diverrebbe "appetibile" e qualche investitore potrebbe dar vita ad iniziative imprenditoriali. La seconda e' che il Demanio si "liberi" dell'area assegnandola gratuitamente alla Regione.


Quest'ultima soluzione farebbe decadere l'obbligatorieta' della destinazione d'uso primaria (aeroportuale) e potrebbe portare alla lottizzazione dell'area. In tal caso a guadagnarci non sarebbero i goriziani ma i soliti "amici degli amici" che, insieme alle imprese provenienti da altre Regioni d'Italia, otterrebbero un graditissimo regalo e prontamente cancellerebbero ogni ricordo dell'aeroporto con una massiccia "colata di cemento" e con un via vai continuo di autotreni.


Nella classe politica c'e' la diffusa convinzione che il "cemento" sia l'unica soluzione per sanare subito le casse pubbliche e pertanto e' d'obbligo costruire, non importa cosa! Eppure l'aeroporto di Gorizia, nonostante il totale abbandono e le conseguenti difficolta', e' riuscito anche di recente a produrre qualcosa per Gorizia: a creare un "indotto" turistico. Alcune centinaia di ospiti hanno usufruito degli alberghi e ristoranti cittadini: mi riferisco agli equipaggi ed i paracadutisti della Red Bull, agli aliantisti austriaci, al raid ungherese degli ultraleggeri, alle gare aeromodellistiche. Prossimamente e' previsto il raid dei francesi ed altri eventi sono in programma.


Troppe volte inoltre abbiamo sentito parlare della vocazione turistica di Gorizia ma nessun politico ha preso in considerazione che tale vocazione puo' avere sfogo proprio da una seria ed efficace utilizzazione dell'aeroporto. Se sistemato e funzionale l'aeroporto sarebbe una sinergia per il turismo. La vicina Slovenia – notizia di questi giorni – si sta attrezzando per mettere a norma piccoli aeroporti proprio destinati al traffico turistico.


A luglio la Transmedia, televisione di Lubiana, verra' a girare con attori e comparse una ricostruzione storica del nostro aeroporto che nel dicembre 1909 vide il primo volo dei fratelli Russian. Corriamo il rischio che quando torneranno per ricordare il centenario dei Russian non troveranno piu' l'aeroporto!


Un riferimento storico significativo ci riporta nel 1924 quando l'aeroporto assunse le attuali dimensioni, a seguito di espropri di terreni intorno a Merna. Al catasto di Gorizia le mappe non aggiornate dell'aeroporto, riportano ancora oggi le particelle catastali (circa un centinaio) con i nomi dei vecchi proprietari: contadini di Merna, di Savogna, di S.Andrea e di Gorizia. Per loro fu un durissimo colpo privarsi di quelle terre, tanto che nel 1936 il Duca d'Aosta per aiutare i loro figli, realizzo' la "Colonia Elioterapica" proprio nell'interno dell'aeroporto per dare a quei ragazzi l'opportunita' di svagarsi e soprattutto di sfamarsi. Quei terreni che appartennero ai nostri contadini non possono oggi essere assoggettati agli interessi di pochi ma dovrebbero continuare ad essere un bene a vantaggio di tutta la collettivita' che idealmente li ha ereditati.



Com.te Luciano Bittesini - Presidente Associazione Volo Isonzo -

Com.te Fulvio Chianese - Presidente Associazione 4° Stormo -

Cav. Bruno Buttarello - Associazione Arma Aeronautica -

Cav. Giorgio Perissin - Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia -

Martina Bevilacqua - 115° Club Frecce Tricolori di Gorizia –


Gorizia, 16 giugno 2008

lunedì 26 novembre 2007

Folder: intitolazione dell'aeroporto di Oristano - Fenosu a Ernesto Campanelli

L'8 novembre avveniva l'intitolazione dell'aeroporto di Oristano - Fensu a Ernesto Campanelli qui riporto il folder postale uscito per l'occasione con l'annullo speciale e le due cartoline patrocinato dalla Provincia Di Oristano e la Camecara di Commercio di Oristano :


il folder


Contenente anche una breve biografia dell'aviatore:

TRASVOLATORE CAPITANO MOTORISTA REGIA AERONAUTICA ERNESTO CAMPANELLI

12 APRILE 1891 - 18 LUGLIO 1944

Nel 1909 si arruolò nella Regia Marina e prese parte alla Campagna di Libia nel 1911 ed alla conseguente Guerra Italo-Turca del 1911-1912. Verrà decorato con la Medaglia Commemorativa della guerra Italo-Turca.

Alla nascita della Regia Aeronautica Italiana, nel luglio del 1917, vi aderirà immediatamente frequentando i primi corsi di pilotaggio.

Partecipò alla Prima Guerra Mondiale, inizialmente nella Regia Marina e poi, dal luglio 1917 sino alla fine del conflitto, prestando servizio a bordo di idrovolanti in qualità di osservatore. Verrà decorato con la Croce al Merito di Guerra


  • Per aver eseguito in qualità di osservatore numerosissime esplorazioni di caccia di sommergibili sempre senza scorta e spesso in condizioni avverse di tempo e di mare e numerose incursioni offensive su basi nemiche dimostrando molto ardimento ed ottime qualità tecniche e militari. -

Verrà, inoltre, decorato della Medaglia Commemorativa della guerra "1915-1918" ed autorizzato ad apporre sul nastro 4 fonette relative agli anni di campagna 1915 -1916 -1917 -1918.



Ernesto Campanelli acquisirà una tale esperienza come motori sta d'aereo che verrà riconosciuto come uno dei migliori, se non il miglior specialista che l'Aeronautica abbia annoverato in quegli anni.

Dopo la prima guerra mondiale si dedicherà ai raid, voli a lunga distanza, che le aeronautiche dell'epoca intraprenderanno a scopo dimostrativo. In questo contesto partecipa in qualità di copilota e motorista ai seguenti raid compiuti su idrovolanti:


Crociera aerea d'Olanda, dal 13 luglio 1924 al 4 agosto 1924, in coppia con Francesco De Pinedo, comandante del velivolo.

Partenza da Sesto Calende (Varese) e arrivo ad Amsterdam toccando Zurigo, Magonza, Offenburg, Amsterdam, Isola di Texel e ritorno a Roma con ammaraggio sul Tevere.

Crociera dei 55.000 km, dal 20 aprile 1925 al 7 novembre 1925, in coppia con Francesco De Pinedo, comandante del velivolo. Partenza da Sesto Calende (Varese) e arrivo a Tokio toccando ben 80 scali in Grecia, Iurkia, Iraq, Iran, Pakistan, India, Birmania, Thailandia, Indonesia, Australia, Hong Kong, Cina e rientro a Roma con ammaraggio sul Tevere.

Crociera aerea NewYork- Buenos Aires, dal 24 maggio 1926 al 13 agosto 1926. con equipaggio composto, oltre che da lui, anche dall'italo-argentino Edoardo Alfredo Olivero, veterano della Grande Guerra, e dal miliardario Bernardo Duggan. Partenza da Ne", York e scalo a Cuba e in Brasile.

Crociera aerea del Mediterraneo Occidentale, dal 26 maggio 1928 al2 giugno 1928 in qualità di motorista dell' apparecchio Savoia S. 59 Bis

Crociera aerea Atlantica Orbetello - Rio de Janeiro, dal 17 dicembre 1930 al15 gennaio 1931 in qualità di motorista dell'apparecchio contrassegnato con la sigla "I Long", Autorizzato a fregiarsi col distintivo per: Motorista dell'apparecchio "I Long" della Crociera aerea Atlantica Italia - Brasile.

Crociera aerea del Decennale Roma- NewYork- Roma dal l° luglio 1933 al12 agosto 1933. Non partecipò al volo ma all'organizzazione della Crociera e venne mandato da Italo Balbo, comandante della crociera, alla base canadese di Shediak, dal 8 maggio 1933 al 30 agosto 1933 per sovrintendere a quanto necessitava per quella tappa. Decorato della Medaglia Commemorativa della Crociera Aerea del Decennale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipò alle Campagne di Guerra contro la Grecia e la Jugoslavia dal28 ottobre 1940 al23 aprile 1941.

Altre decorazioni conferite a Ernesto Campanelli:

Croce di Cavaliere nell'Ordine della Corona d'Italia (1926). Croce d'Argento per anzianità di servizio militare (1928).

Croce di Cavaliere Ufficiale nell'Ordine della Corona d'Italia (I 933).

Croce d'Oro per anzianità di servizio




Prima Cartolina commemorativa



Seconda cartolina commemorativa




Annullo speciale




Via: Alberto Cauli

lunedì 19 novembre 2007

L'Aeroporto di Oristano - Fenosu e' intitolato a Ernesto Campanelli

L' 8 novembre l'aeroporto di Oristano Fenosu e' stato intitolato a Ernesto Campanelli .


Alberto Cauli , scrittore (l' ultimo Suo libro lo recensirò a breve in queste pagine) , mi manda queste foto e un breve servizio stampa:

Taglio del nastro

Per le giornate aeree in onore del Trasvolatore Oristanese Ernesto Campanelli, sono giunti in città i tre figli del prode motorista di Francesco De Pinedo, da Napoli, i quali hanno inaugurato la mostra e scoperto la targa dell'Aeroporto.

Targa dell'Aeroporto coi tre figli dell'Aviatore Campanelli e ALberto Cauli ( secondo da sinistra)

La cerimonia all'Aeroporto si è svolta alla presenza delle autorità civili e militari, in rappresentanza dell'Aeroporto Militare di Decimomannu (CA) e della base dell'Aeronautica di Capo Frasca (CA), ma anche dell'Associazione d'Arma Aeronauitca di Cagliari, con i loro labari, tutto è stato molto commovente poichè i "giovanetti" (signori sulla sessantina/settantina!) dell'Aeronautica, al termine della cerimonia, hanno levato al cielo il loro urlo tradizionale: "Per Ernesto Campanelli....Ghere Ghere Ghez....Ghez Ghez Ghez...!!!

Gruppo dell'associazione d'Arma col Sindaco di Oristano e i figli del Trasvolatore

La corpertina del libro di Alberto Cauli: Ernesto Campanelli vita e imprese di un trasvolatore

martedì 7 novembre 2006

IL NUOVO AEROPORTO DI GORIZIA


ASSOCIAZIONE CULTURALE 4° STORMO

COMUNICATO STAMPA – Gorizia 7 nov. 2006

IL NUOVO AEROPORTO DI GORIZIA

72 milioni di spesa “a regime” fino al 2022, cinque “fasi” di sviluppo delle quali la prima ad inizio 2009, alberghi, istituto tecnico, pista ciclabile e pedonale intorno alla zona operativa: questa la “master plan” del Progetto che prevede molte altre varianti, consegnata ieri all’Enac nella persona del funzionario aeroportuale dr. Domenico Rana ed oggetto oggi della presentazione al numeroso pubblico intervenuto, con interventi di molti uomini politici interessati all’iniziativa dell’Associazione 4° Stormo che ha commissionato il progetto all’arch. Marco Palazzo.

Fra gli intervenuti, il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta che ha assicurato al progetto l’appoggio dell’amministrazione da lui presieduta, fatti salvi i problemi relativi ai finanziamenti, Franco Brussa, consigliere regionale della Margherita, che ha sottolineato che Gorizia deve far sentire la propria voce in Regione in considerazione della prospettiva che l’aeroporto diventi una realtà provinciale e non solo cittadina, mentre Gaetano Valenti, consigliere regionale di Forza Italia, ha espresso forti perplessità sui finanziamenti che secondo lui devono venire più dai privati che non da enti pubblici.

Lo sviluppo dell’aeroporto come si è evinto dalle presentazioni delle varie ipotesi, verrebbe ad inserirsi in un contesto di “sistemi aeroportuali” della regione Friuli Venezia Giulia, senza incidere sulla loro attività ma piuttosto nell’implementare le comuni sinergie ed interessa notevolmente tutto il comparto economico in quanto potrebbe favorire lo sviluppo e gli investimenti, tenuto conto che molti aeroporti del Nord Italia perverranno a livelli di saturazione preoccupanti nei prossimi 3-5 anni e quindi uno scalo per l’aviazione generale potrebbe inserirsi di pieno diritto in questo contesto, senza incidere sulla operatività degli altri scali regionali ed in particolare quello di Ronchi dei Legionari.

Cinque sono le “fasi” dello sviluppo previsto dal Progetto per il “GGAA Gorizia general avition airport”: una prima destinata alla elaborazione del Progetto nelle sue parti principali, per poi passare alla fase di acquisizione dei finanziamenti ed un inizio lavori nel 2009, a cento anni dal primo volo della “trapola de carta” dei fratelli Rusjan in questo stesso cielo, per giungere poi alla fase finale del 2020-2022 con la costruzione di alberghi, sedi di istituti tecnici ed quant’altro necessario a dotare Gorizia di un aeroporto in grado di competere con gli scali nazionali ed internazionali.

Progetto ambizioso senza dubbio ma ideato col preciso scopo di sviluppare e rendere redditizia un’aerea aeroportuale in pratica abbandonata da decenni all’incuria ed al degrado.


Ufficio Stampa

C. d’Agostino