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mercoledì 20 febbraio 2008

Presentazione Memorie di Joseph VIncent Patriarca a Trieste a cura dell'Associazione 4° Stormo


Vi informo che il 22 febbraio alle ore 18.00 , presso la Sala Baroncini delle Assicurazioni Generali in via Trento n.8, Trieste,avrà luogo un incontro patrocinato dall'Associazione 4° Stormo per la presentazione delle memorie di Vincent Joseph Patriarca, pilota del 4° Stormo di Gorizia.

Chiunque sia interessato all'invito puo' contattare direttamente l'Associazione 4° Stormo di Gorizia nella persona di Carlo D'Agostino.

martedì 12 febbraio 2008

Un Americano a Gorizia - Joseph Vincent Patriarca - Diario di un pilota del 4° Stormo Seconda parte: 1937-1959


Nuova magnifica realizzazione libraria a Cura dell'Associazione 4° Stormo di Gorizia ho voluto qui presentarvi la prefazione e le pag.77-78 tratte da questo interessantissimo libro.



Un Americano a Gorizia - Joseph Vincent Patriarca - Diario di un pilota del 4° Stormo Seconda parte: 1937-1959

a Cura delll'Associazione Culturale 4° Stormo Gorizia

Editore : Vittorelli Editore

ISBN::978-88-88264-08-0 - Anno 2007 - Euro 10,00

Prefazione

L'entusiasmo e la intraprendenza degli amici della "Associazione 4 o Stormo" per la difesa e .a esaltazione della tradizione aeronautica nell' estremo lembo orientale, l'aeroporto di Gorizia, mi ha consentito la lettura ante litteram della 2a parte del diario-memoria del Maresciallo Pilota della Aeronautica Militare Vincenzo Patriarca, per gli amici "l' americano".

La vivacità, la comunicativa con le quali "dipinge" persone, fatti, situazioni, hanno trasformata la lettura in un vero dialogo che per me, testimone di tal uni momenti ed ambienti, si è rivelato intimo, sofferto ma sempre esaltante.

Il suo modo di vedere, sentire e riferire si arricchisce di una esperienza di vita che rivela continua maturazione e che aprendosi dal Nuovo Continente si sviluppa in quello Vecchio accomunando ad una prospettiva sempre ampia, rivolta ai possibili sviluppi del futuro la serena accettazione della realtà in turbinoso rivolgimento.

Il "diario" si snoda a mo' di romanzo a cavallo della seconda guerra mondiale; non è limitato al quotidiano, al contingente vissuti da semplice gregario ma si leva come voce cosciente e sincera facendo rivivere appassionanti momenti di una professionalità partecipe, competente ed a volte quasi permalosa nella propria dignità, coerente sempre con la scelta del "servire".

Nel peregrinare di Reparto in Reparto apportando dovunque il frutto di una formazione professionale maturata nella straordinaria atmosfera del "Quarto" a Gorizia e costantemente aggiornata nella rapida evoluzione dell'arte aeronautica", delle modalità e delle tecniche di impiego di macchine e materiali, accelerata dalle pulsioni degli eventi mondiali, si forma un quadro che trascina a rivivere momenti concreti di Storia e di sofferenza per il nostro Paese.

Perduti gli entusiasmi di un Impero faticosamente conquistato si è dovuto accettare il peso . opprimente di una resa incondizionata mostrandoci però capaci di riprendere nuovo cammino senza inutili rimpianti, tesi in severa modestia a nuovi seri futuri: e fu la "ricostruzione"!

Il nostro americano dopo una fuga quasi incredibile dalla prigionia tedesca nel Baltico riesce a riunirsi in Italia alla famiglia da poco costituita garantendole possibilità di sopravvivenza nella accettazione amara ma cosciente di lavori onesti ma purtroppo lontani dal "suo" volo!

Si era cercato di non farlo combattere contro americani ed anche questo aveva saputo pagare. Ma quando la ricostruzione impegnò anche l'Aeronautica Militare riuscì a riprendere il servizio di volo. Sostenne la fatica del "rinverdire il mestiere" con la gioiosa serenità giovanile, sopportò i temporanei distacchi dalla famiglia tenendo sereni i suoi cari, contribuì all' aggiornamento dei quadri dei "naviganti" con pluriennale impegno di pilota istruttore alla Scuola di pilotaggio a

Dopo il rientro come pilota di Squadriglia al suo 4° Stormo, che al consueto ambiente di attività severa ed impegnativa unisce ora il valore di una tradizione bellica tra le più sperimentate e valide, partecipa alla pratica ricerca sui problemi del pilotaggio isolato ed in formazione nelle alte quote e nel particolare inviluppo delle velocità transoniche. Pilota tra i più anziani porge e fa porgere seria attenzione ai tanti, nuovi aspetti dell'impiego e dell' addestramento anche se ciò comporta talune difficoltà di rapporti, accentuate anche dall' evolvere dei temi ordinativi dei quadri e delle mentalità .

Non gli manca mai, però, la stima di quanti san riconoscere la lealtà ed i pregi della sua collaborazione, che continua appassionata sino al raggiungimento dei limiti di età per il Servizio di Volo: all'inizio de11959, non accettando il trattenimento per Servizi non di Volo, conclude con il congedo la fine della carriera militare.

Con le mance da garzone barbiere ed altri mestieri nel Bronx di New York si era pagato il brevetto di pilota civile. Per mancanza di due pollici di statura si era trovato escluso dalla possibilità di arruolamento come pilota nelle Forze Armate USA.

Si era pagato il viaggio in Italia ed aveva ottenuto l'arruolamento, quale italiano all'Estero, come Allievo Sergente Pilota nella Regia Aeronautica nel 1933.

E nel ricevere dalle mani del Col. PiI. De Bernardi il Brevetto di Pilota militare, alla Scuola di Pilotaggio di Grottaglie, si era impegnato ad "amare l'Italia e servire con onestà; fede; coraggio".

Era il 13 Febbraio 1934.

Gorizia 21 Maggio 2007 Bruno Seraglia Generale S.A. (c.a.)



Tratto da pag.77-76:



Il Caproni Fabrizi F 5 ed F 6


I mesi successivi passano veloci, continua l'addestramento dei piloti che debbono essere inviati al fronte. In settembre effettuo una mezza dozzina di voli di addestramento notturno con l'ausilio delle fotoelettriche di terra. Ci sono anche un paio di partenze su allarme durante le ore notturne per intercettare i bombardieri che effettuano le incursioni su Napoli. Non si consegue alcun risultato a causa delle sfavorevoli condizioni meteorologiche. La nostra Squadriglia ha ricevuto già da maggio i Caproni Vizzola F 5 e anche un F 6, impiegati per la Caccia Notturna in sostituzione dei CR 42; quest'ultimi saranno utilizzati come bombardieri in picchiata con scarsi risultati. L'F 5 è un aereo con motore stellare, più veloce dell'MC 200, mentre I'F 6, con il motore in linea Daimler-Benz DB601, è molto più veloce ma più pesante e quindi meno manovrabile. Entrambi hanno l'ala con i nuovi profili "variabili". Il 26 ottobre effettuo il mio primo volo con un F 5 ma non lo trovo adatto alla Caccia Notturna. Provo anche l'F 6, è più veloce ma le armi si inceppano dopo pochi colpi. È un difetto di progettazione al quale non si può rimediare, il nastro si inceppa tra il serbatoio delle munizioni e la mitragliatrice, non c'è sufficiente spazio tra la radice dell' ala e la fusoliera e il percorso dei proiettili è troppo angolato.


La città è circondata da batterie antiaeree e da fotoelettriche, per lo più germaniche e, sempre in ottobre, mi viene chiesto di effettuare alcuni voli notturni per permettere agli addetti alle fotoelettriche di esercitarsi. Sono ben addestrati, riescono a localizzarmi subito e non mi mollano fin quando non mi nascondo dietro al Vesuvio. Per indirizzare le fotoelettriche utilizzano unità mobili con apparati radio elettrici ad altissima frequenza che localizzano gli aerei in avvicinamento.

Questi voli con le fotoelettriche mi fanno tornare alla mente quando ero ragazzino e City Island; l'Aviazione americana si esercitava allo stesso modo. Andavo in un angolo buio della spiaggia e mi godevo lo spettacolo: le fotoelettriche erano piazzate a Fort Solcum vicino a New Rochelle, Port Washington e Fort Totten. Sono passati solo dieci anni e ora al posto di quei piloti che mi stupivano e che ammiravo ci sono io, chi l'avrebbe mai immaginato? Siamo in novembre.


Il tempo è pessimo, ci sono continui rovesci, il campo è allagato, l'attività di volo è ridotta al minimo. Effettuo in tutto sei partenze su allarme notturno e una "crociera di vigilanza" sul campo, con I'F 5 e I'F 6. Maria e io abbiamo comunicato ai suoi genitori l'intenzione di sposarci il 31 gennaio del 1943, loro hanno accolto felici la nostra decisione. In dicembre l'attività è ridotta, non volo e, aiutando gli specialisti a spostare una cassa, mi procuro un infortunio che mi costringe ad andare in infermeria. Sono immobilizzato per alcuni giorni, il 7 dicembre debbo presentarmi all'IML di Napoli per una visita straordinaria e mi fanno "non idoneo al volo" per 30 giorni.

Posso comunque continuare il servizio per attività "non di volo". Il 12 dicembre il cap. Cavagna mi informa che il Colonnello vuole vedermi dopo pranzo, penso che si tratti della mia richiesta di matrimonio. Quando entro nell'ufficio mi fa sedere, mi chiede degli anni trascorsi negli USA e dei miei familiari. Gli racconto di mio padre che vive a New York e di mio fratello, arruolato nei Marines, che si trova nella base americana delle Bermude. Ha sulla scrivania la mia cartella, la sfoglia e poi alza gli occhi: "Una lettera che hai spedito a tuo fratello è stata sottoposta a censura e inviata al Ministero dell'Aeronautica. Si è ufficializzata la tua anomala posizione quale originario statunitense in servizio nell'Aeronautica.

Il Ministero ha ordinato il tuo trasferimento al Centro di Addestramento Caccia Notturna di Treviso e l'allontanamento dalla zona di combattimento per evitarti l'imbarazzo di eventuali confronti con gli aerei americani ... Caro Patriarca, hai un ottimo stato di servizio e una notevole esperienza di volo nell'acrobazia, nell'addestramento e in combattimento, hai partecipato a diverse Campagne, provieni da uno dei più famosi Stormi ... Purtroppo questi sono gli ordini, ne sono molto dispiaciuto". Sono colto di sorpresa da questa decisione e amareggiato: "Se ho ben capito, Signore, sono trasferito perché sono nato e vissuto negli USA e i miei familiari sono tuttora lì?", domando, e il Colonnello con un movimento del capo mi conferma quanto penso.

Gli parlo della mia domanda di autorizzazione per il matrimonio e mi dice che mi sarà fatta pervenire laddove starò prestando servizio e di non preoccuparmi. Il Colonnello mi manda in Squadriglia a rapporto dal Capitano che mi darà le istruzioni e i documenti di trasferimento, già pronti e firmati. Vado nell'ufficio della mia Squadriglia, busso, entro, il Capitano è seduto dietro alla scrivania, mi aspettava e mi porge i documenti. Sta in silenzio per alcuni secondi, sa che questo trasferimento non me lo aspettavo, sembra dispiaciuto e imbarazzato, mi dice soltanto "Auguri Patriarca!" e mi porge la mano. Ricevo l'ordine di muovermi entro 24 ore. Mi sto convincendo che tutto sommato questo trasferimento non è poi così male: posso portare Maria con me e non correrò il rischio di dover combattere contro aerei americani, non so se avrei il coraggio di fare fuoco. Il mio pensiero va ai colleghi che lascio, a quello che li aspetta in primavera, quando gli USA invieranno truppe e aerei su tutti i fronti e l'Italia difficilmente sarà in grado di affrontarli, anche opponendosi con tutto il valore dei suoi migliori piloti.

Raccolgo le mie cose, riesco ad andare a salutare Maria e i suoi, racconto del mio repentino trasferimento e assicuro che sarò di ritorno per fare Natale insieme. Dico loro che non devono preoccuparsi per me, sono destinato a una Scuola di Volo. Maria mi accompagna alla stazione e quando il treno si muove mi sento improvvisamente solo, è la prima volta che mi allontano tanto da lei.




giovedì 20 dicembre 2007

Presentato a Gorizia il libro di Vincenzo Patriarca


COMUNICATO STAMPA – Gorizia 17 dic. 2007

Presentato a Gorizia il libro di Vincenzo Patriarca


Il 17 dicembre, nella Sala della Provincia di Gorizia, è stato presentato il libro "Un Americano a Gorizia. 2^ parte 1937-1939" edito dalla Vittorelli Edizioni di Gorizia per conto dell’Associazione Culturale 4° Stormo con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

Con questa seconda parte delle memorie di Vincenzo Patriarca si conclude il lungo impegno di traduzione e revisione svolto dal gruppo di lavoro dell’Associazione formato da tecnici e storici nell’arco di due anni sulla vita di questo pilota italo-americano, nato nel Bronks a New York e partito negli anni ’30 dagli Stati Uniti per venire in Italia ed arruolarsi nella Regia Aeronautica.

La prima parte, edita nel novembre del 2006 e riguardante il periodo dal 1930 al 1937, ha ricevuto quest’anno il riconoscimento al VI Premio Letterario dell’Associazione Arma Aeronautica nazionale, con la conquista del primo premio nel settore narrativa, ricevendo la Coppa della Città di Acqui Terme, la Targa del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e quella dell’Associazione Arma Aeronautica. La serata, presentata dal giornalista aeronautico Carlo d’Agostino dell’Ugai Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani che ha dato la sue egida alla pubblicazione, ha visto la partecipazione del presidente dell’Associazione Culturale 4° Stormo com.te Fulvio Chianese, dello storico Sandro Scandolara, dello psicologo dr. Roberto Rossetti e del generale Seraglia che hanno illustrato la pubblicazione, i momenti storici in esso ricordati ed il carattere di Vincenzo Patriarca che ha dato tutto per il volo.

foto: un momento della presentazione

Via: Associazione 4° Stormo - Carlo D'Agostino

venerdì 7 dicembre 2007

Presentazione libro: Un Americano a Gorizia – memorie di un pilota del 4° Stormo

Comunicato Stampa



Gorizia, 7 dic. 2007

L’Associazione Culturale 4° Stormo presenterà lunedì 17 dicembre alle ore 18 nella Sala Consiliare della Provincia in corso Italia 55 a Gorizia, nell’ambito della collana “Ali nella storia”, la seconda parte delle memorie del pilota italo-americano Vincenzo Patriarca, nato nel quartiere dei Bronx in New York il 12 gennaio 1913, partito negli anni ’30 dagli Stati Uniti per venire in Italia ed arruolarsi nella Regia Aeronautica.

L’Associazione Culturale 4° Stormo, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, conclude così un lungo lavoro di traduzione e revisione del testo, la cui prima parte è stata edita lo scorso anno, con lo stesso titolo ma riguardante il periodo dal 1931 al 1937 che ha conseguito un notevolissimo successo ed ha meritato il premio per la narrativa e la Coppa della città di Acqui Terme al Premio Letterario Aerospaziale 2007 dell’Associazione Arma Aeronautica.

“Un Americano a Gorizia – memorie di un pilota del 4° Stormo”, questo è il titolo del libro curato dalla Vittorelli Edizioni di Gorizia ed edito con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, sarà illustrato da Sandro Scandolara e Luca Perrino.




Organizzato da:
Associazione Culturale 4° Stormo Gorizia
Rif:Carlo d'Agostino Resp.Stampa e PR

martedì 4 dicembre 2007

RITORNA A GORIZIA VINCENT JIOSEPH PATRIARCA


RITORNA A GORIZIA VINCENT JIOSEPH PATRIARCA


Nella foto: Vincenzo Patriarca al ritorno dalla guerra di Spagna


“Con le diecimila cinquecento lire che ho prelevato dal mio conto in banca, sul quale avevo versato gli stipendi arretrati della Missione Speciale in Spagna (O.M.S.) vado alla FIAT ad acquistare una Topolino”: così inizia la seconda parte delle memorie del pilota del 4° Stormo Vincent Patriarca, raccolte nel libro edito dalla Vittorelli edizioni di Gorizia “Un americano a Gorizia – 2^ parte 1938 - ” che sarà presentato da Sandro Scandolara e Luca Perrino lunedì 17 dicembre alle ore 18 nella Sala Consiliare della Provincia in corso Italia 55 a Gorizia.

L’Associazione Culturale 4° Stormo, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, conclude così un lungo lavoro di traduzione e revisione del testo, la cui prima parte è stata edita lo scorso anno, con lo stesso titolo ma riguardante il periodo dal 1931 al 1937 che ha conseguito un notevolissimo successo, tale che l’editore ha in progetto di farne una seconda edizione.

Come il precedente, il pilota italo-americano descrive la sua vita di tutti i giorni:dopo il rientro a Gorizia, e le varie destinazioni, l’inizio della seconda Guerra mondiale, i voli su allarme a Napoli, le vicissitudini della prigionia in Germania per non aver voluto aderire al richiamo nell’aviazione tedesca, l’avventurosa liberazione dalla prigionia e di nuovo in servizio nell’aviazione italiana non co-belligerante, la famiglia sfollata, la fine della guerra ed i tristi giorni per cercare di tirare avanti facendo i lavori più disparati ed infine di nuovo in servizio attivo nell’Aeronautica Militare per giungere fino al congedo.

Così Patriarca ricorda quei tristi momenti : “ faccio vedere a mia moglie il foglio di congedo che stringo ancora in mano "Sai che cosa significa per me questo pezzo di carta" mi guarda, non dice nulla ed io "Significa che una parte di me, della mia vita se n'è andata via per sempre. Ho vissuto per il volo e l’ho amato quanto amo te ed i ragazzi". Lei mi prende per il braccio“Va bene ma ora vieni a mangiare, la pasta si raffredda”. Mi alzo per seguire Maria, mi fermo davanti alla mia foto in uniforme appesa alla parete della camera da letto, mi metto sull'attenti, batto i tacchi e faccio il saluto militare "Maresciallo pilota di prima classe Vincent Joseph Patriarca: congedato!".


Addetto Stampa: C. d’Agostino

Gorizia 4 dic. 2007


martedì 25 settembre 2007

Premiata l’Associazione Culturale 4° Stormo di Gorizia

Premiata l’Associazione Culturale 4° Stormo di Gorizia

Coppa della città di Acqui Terme, Targa del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Targa dell’Associazione Arma Aeronautica ed infine 1.000 euro: questi i riconoscimenti ricevuti dall’Associazione Culturale 4° Stormo di Gorizia alla sesta edizione del Premio Letterario Aerospaziale dell’Associazione Arma Aeronautica.

I premi sono stati assegnati all’ultimo libro edito dall’Associazione, le memorie del pilota italo-americano Vincent Patriarca “Un americano a Gorizia” della Vittorelli edizioni, nel corso della cerimonia di premiazione svoltasi ad Acqui Terme il 23 settembre scorso.

Come ha dichiarato il presidente dell’Associazione Arma Aeronautica gen.Giambortolo Parisi nel discorso d’apertura, in questa edizione i temi sui quali si basava il Premio sono stati limitati ai settori storico e narrativo, e proprio in entrambi i settori si è inserito il libro di Patriarca, con la sua storia e quindi quella del 4° Stormo, e con le sue vicende quale giovane italo-americano proiettato in una Italia in pieno sviluppo e sensibile alle grazie della “mula”triestina Ada che purtroppo morirà durante la partecipazione del pilota alla guerra di Spagna, notizia questa che lo colpirà quando si recherà al rientro a Trieste per sposarla.

Ma i premi giungono a riconoscere soprattutto l’opera svolta in questi anni dall’Associazione 4° Stormo, che è stata particolarmente attiva nel far ricordare attraverso le sue pubblicazioni – ben cinque presentate al Premio – il passato aeronautico di Gorizia e degli aviatori che vissero nella città fra gli inizi del 1930 ed il termine del conflitto, non dimenticando Egidio Grego, il primo al quale fu intestato l’aeroporto di Gorizia, e gli attuali aspetti dell’aviazione con la lucida esposizione relativa alle nuove norme Jar per la gestione del settore commerciale.

E’ un riconoscimento che inorgoglisce il direttivo dell’associazione che ha profuso, insieme ad altri collaboratori, il massimo delle sue energie per giungere a quella che è la prima parte del diario di Vincenzo Patriarca, mentre è già a mani dell’editore la seconda parte che probabilmente vedrà la luce prima della fine dell’anno e che concluderà questa vera e propria saga di un pilota del 4°Stormo.

C. d’Agostino

Addetto Stampa Ass. 4° Stormo

venerdì 22 dicembre 2006

Presentato a Gorizia il libro di Vincent Patriarca


Presentato a Gorizia il libro di Vincent Patriarca

Comunicato Stampa - 22 dicembre 2006 Associazione Culturale 4° Stormo

La Sala del Consiglio Provinciale di Gorizia ha accolto il 15 dicembre il numeroso pubblico richiamato dalla presentazione del volume “Un americano a Gorizia – storia di un pilota del 4° Stormo”, memorie del pilota italo americano Vincenzo Patriarca pubblicate a cura dall’Associazione Culturale 4° Stormo.

Il libro è edito con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e la piena collaborazione della Vittorelli Edizioni sempre di Gorizia sotto il Patrocinio dell’Ugai Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani. L’addetto Stampa e PR dell’Associazione Carlo d’Agostino ha introdotto i relatori com.te Fulvio Chianese presidente dell’Associazione stessa, il dr. Sandro Scandolara critico e ricercatore storico ed il dr. Luca Perrino giornalista aeronautico che hanno tracciato sia gli scopi dell’associazione che si prefigge di diffondere la cultura aeronautica e di preservare la storia dell’aviazione italiana, sia come si presentava Gorizia ai tempi di Patriarca, e soprattutto la storia di questo giovane che viene in Italia dagli Stati Uniti per la sua grande passione per il volo.

Il libro ha un prezzo di copertina modesto (10 euro) con oltre 170 pagine e oltre un centinaio di foto molte delle quali inedite e sta riscuotendo notevole successo: per informazioni per l’acquisto ci si puo’ collegare al sito della Casa editrice www.vittorelli.it


C. d’Agostino Resp, Stampa e PR




sabato 16 dicembre 2006

"Un Americano a Gorizia" Diario di un Pilota del 4° Stormo

Un Americano a Gorizia - Diario di un pilota del 4° Stormo - Prima Parte: 1913-1937
Joseph Vincent Patriarca
Associazione Culturale 4° StormoGorizia
Edito : Da Vittorelli Edizioni
ISBN: 88-88264-07-8
Euro 10,00

Dalla seconda e terza di copertina:

Vincent Patriarca nasce nel quartiere del Bronx a New York- il 12 gennaio 1913.

Il padre, emigrato dall' Italia, ha un negozio di barbiere che permette al figlio, una volta terminati gli studi secondari, di mettere da parte il denaro necessario per soddisfare la sua grande passione: i il volo. Frequenta la scuola di volo di Long Island ncl 1931, ma le ristrettezze economiche non gli permettono di terminarla. Il tentativo di aggirare questo ostacolo arruolandosi nella U.S. Navy fallisce pcr la sua statura. Le trasvolate atlantiche dell'Italia l'accoglienza riservata dal fascismo ai giovani italiani all"estero che vogliono arruolarsi nella Regia Aeronautica lo spingono a imbarcarsi per il Paese dei suoi avi.

Dopo la selezionc a Roma Patriarca inizia la formazione di pilota militare a Grottaglie e infine viene assegnato al 21° Stormo Ricognizione Aerea. Chiede e ottiene, grazie al Maggiore Baudin, il trasferimento al 4° Stormo Caccia, sempre a Gorizia. L'incalzare degli eventi lo spinge a combattere come volontario nel 1935 in Etiopia e in seguito in Spagna, nel 1936. Fatto prigioniero, si salva dalla fucilazione grazie al suo passaporto americano. Rimandato negli States, dopo sei mesi rientra al suo Stormo, nel 1937. I venti di guerra sull'Europa comportano vari trasferimenti e l'iter di patriarca mostra molti passaggi : 6° Stormo con la 15° Squadriglia, 51° Stormo con la 356° Squadriglia, poi al 54° Stormo.

Allo scoppio della guerra si trova sul fronte francese con la 369° Squadriglia, per poi passare al 22° Gruppo del 52° Stormo sul fronte Albanese, dove si ammala ed è rimpatriato. Rientra in servizio, assegnato al 1° Stormo, per poi essere inviato sul fronte russo con la 371° Squadriglia del 52°, si ammala di nuovo ed è assegnato alla 303° Squadriglia di Caccia Notturna a Napoli Capodichino.

Con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, per evitargli di combattere contro truppe americane, viene assegnato al Centro Addestramento Caccia Notturna di Treviso. Dopo l'8 settembre, essendosi rifiutato di collaborare, viene internato in Germania. Dai campi di lavoro e prigionia in Polonia è trasferito nella base di idrovolanti di Pillau da dove riesce a fuggire e ad arrivare a Monaco. Qui, aiutato dall'ambasciatore italiano, Vittorio Mussolini, rientra in Italia. Resta nell'Italia del Nord a Milano, confinato in una caserma dell'Aeronautica; non vuole combattere contro gli americani.

Alla fine della guerra ritorna a Treviso dalla moglie e dal figlio, e dopo varie peripezie trova lavoro con l'amministrazione del governo di occupazione alleato. Rientra infine a Napoli, città di origini della moglie, e lavora per L'USAF come autista. Reintegrato nell'Arma Aerea come istruttore, viene assegnato alla Scuola di Volo di Galatina e finalmente fa ritorno a Capodichino, al 4° Stormo. Qui conclude, a 46 anni, la sua avventurosa carriera di pilota.

Si spegne a Napoli nel 1993, lasciando un bellissimo ricordo di sé alla moglie e ai due figli.



Il libro presentato dall'Associazione 4° Stormo e da Vittorelli Edizioni di Gorizia e' il quarto appuntamento per gli appassionati di aeronautica, questa e solo una prima parte dedicata agli anni che vanno dal 1931 al 1937 una seconda parte sarà pubblicata il prossimo anno.
Un libro molto ricco e differente perche' originariamente tratto da scritture in inglese-slang americano dello stesso Patriarca e tradotte con molti sforzi per far risaltare al meglio tutte le sensazioni del pilota.
Considerate con stima anche il prezzo della pubblicazione solo 10 euro, visto che la veste di editoria e' "sontuosa".
Per richiedere info o il libro stesso:

Associazione 4° Stormo - Gorizia

Vittorelli Edizioni - Gorizia




Associazione 4° Stormo di Gorizia presentazione del libro


Ieri ero presente alla presentazione del libro " Un Americano a Gorizia - Diario di un pilota del 4° Stormo - di Joseph Vincent Patriarca" ospite di Carlo d'Agostino e dell'Associazione 4° Stormo. Mi fa sempre piacere partecipare a questi aventi , sopratutto a Gorizia o nel Friuli, perche' c''e molta sensibilità nella parole degli oratori che presentano l'opera e perche' ero "attorniato" da qualche centinaio di anni di esperienze di aviazione tra piloti e motoristi dello Stormo.
Nella foto post-convegno da sinistra a destra: Carlo d'Agostino Ufficio Stampa e P.R. ,
Sandro Scandolara ricercatore storico, Il Com.te Fulvio Chianese Presindete l'Associazione, Luca Perrino giornalista aeronautico.

lunedì 4 dicembre 2006

UN PILOTA DEL 4° STORMO: VINCENZO PATRIARCA



COMUNICATO STAMPA

Gorizia, 1 dicembre 2006

UN PILOTA DEL 4° STORMO: VINCENZO PATRIARCA

Venerdi 15 dicembre alle ore 18, nella Sala della Provincia, l’Associazione Culturale 4° Stormo presenterà una nuova pubblicazione nell’ambito della collana “Ali nella storia”, le memorie di un pilota italo-americano partito dagli Stati Uniti e giunto in Italia per arruolarsi nella Regia Aeronautica..

Parteciperanno Sandro Scandolara, ricercatore storico e Luca Perrino, giornalista aeronautico.

“Un Americano a Gorizia – memorie di un pilota del 4° Stormo”, questo è il titolo del libro curato dalla Vittorelli Edizioni di Gorizia ed edito con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che narra le vicende di Vincenzo Patriarca nato nel quartiere dei Bronx in New York il 12 gennaio 1913.

Il padre è un emigrato italiano ed ha un negozio di barbiere, Vincenzo appassionato di aeronautica appena raggiunti i 18 anni di iscrive ad una scuola di volo ma le ristrettezze economiche non gli permettono di terminarla e fallisce per la statura il tentativo di arruolarsi nell’aviazione degli Stati Uniti. Le notevoli imprese nazionali ed internazionali dell’aviazione italiana (ricordiamo le trasvolate atlantiche di Italo Balbo proprio di quel periodo) lo spingono a recarsi nel Paese dei suoi avi, dove i figli di emigranti hanno un trattamento particolare nelle Forze Armate, compresa la Regia Aeronautica.

Dopo la selezione a Roma, inizia la formazione di pilota militare a Grottaglie ed infine viene assegnato al 21° Stormo Ricognizione Aerea a Gorizia, ottiene poi il trasferimento al 4° Stormo Caccia, sempre a Gorizia ma l’incalzare degli eventi lo spingono a combattere come volontario nel 1935 in Etiopia ed in seguito in Spagna, nel 1936. Fatto prigioniero, è salvato dalla fucilazione dal suo passaporto americano e rimandato negli States, dopo sei mesi rientra però in Italia al suo Stormo. I venti di guerra sull’Europa comportano vari trasferimenti e l’iter di Patriarca mostra molti passaggi fra i vari Stormi: volerà in Francia, in Albania, in Russia.

All’entrata in guerra degli Stati Uniti è alla Caccia Notturna di sede a Napoli Capodichino e per evitargli di combattere contro truppe americane, è assegnato al Centro Addestramento Caccia Notturna di Treviso dove, dopo l’8 settembre, essendosi rifiutato di collaborare, viene internato nei campi di lavoro e prigionia in Polonia da dove fugge e riesce a rientrare in Italia. Alla fine della guerra ritorna a Treviso dove trova lavoro con l’amministrazione del governo di occupazione alleato. Rientra infine a Napoli, città di origine della moglie, e lavora per l’USAF come autista. Reintegrato nell’Arma Aerea quale istruttore, viene assegnato alla Scuola di Volo di Galatina e infine fa ritorno a Capodichino, al 4°
Stormo. Qui conclude, a 46 anni, la sua avventurosa carriera di pilota. Si spegne a Napoli nel 1995, lasciando un bellissimo ricordo di se alla moglie ed ai due figli.



Nella foto: Vincenzo Patriarca ed il suo Fiat CR32

Associazione Culturale 4° Stormo Gorizia

Ufficio Stampa Via Virgilio 15 – 34170 Gorizia (Italia)

Rif: Carlo d’Agostino– Resp. Stampa e PR

Fulvio Chianese - Presidente