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venerdì 6 settembre 2013

TURISMO IN VOLO A GORIZIA - Settembre 2013

TURISMO IN VOLO A GORIZIA


In questi giorni si stanno ultimando gli ultimi preparativi per l’inaugurazione ufficiale  dell’hangar tipo Geiwitz esistente nell’aeroporto di Gorizia: praticamente il restauro  - curato dalla Associazione Sportiva Dilettantistica “Duca d’Aosta” che ha usufruito di un contributo offerto dalla Pipistrel Italia – è giunto al termine.

In Italia però non è sufficiente giungere al  termine di un lavoro o meglio di un manufatto, ma occorre seguire tutta una serie di norme che nel caso di un aeroporto diventa un’impresa in quanto sono coinvolti vari  enti primi fra i quali Enac e Vigili del Fuoco. Tutto giusto e regolare, per carità, ma i giorni se non i mesi passano in fretta.


Ora pare si sia giunti quasi alla conclusione e si incomincia a respirare aria di inaugurazione che potrebbe avvenire verso fine mese o al massimo nei primi giorni del prossimo ottobre: comunque al momento sta per essere emesso il notam che renderà operativa quanto meno la pista e quindi velivoli ed ultraleggeri potranno operare, fatto salvo il ricovero in hangar.
Un hangar che ha una storia particolare che vale le pena di ricordare. Ceduto all’Italia dopo qualche anno dal termine del conflitto 14-18 dall’Austria in conto “danni di guerra”, fu posto nell’attuale zona e solo dopo alcuni anni divenne – nell’ambito di una riorganizzazione o recupero dei più importanti aeroporti o campi di volo – divenne sede della 38^ Squadriglia del 21° Stormo Osservazione Aerea e successivamente sede del 4° Stormo Caccia Terrestre ivi costituito nel settembre 1931.




Varie furono le vicende dell’aeroporto dal suo consolidamento infrastrutturale fra il 1924 ed il 1936 e diversi i reparti che nel corso degli anni vi ebbero sede temporanea, particolarmente nel corso della 2^ guerra mondiale, edifici e piste che nel corso dei vari bombardamenti degli Alleati dopo l’8 settembre 1943 furono distrutti i parzialmente danneggiati.


IL più resistente fu indubbiamente l’hangar che giunse al termine del conflitto ancora valido – sia pure “ferito” in alcune sue parti – e potè ospitare l’Aero Club Gorizia che con tenacia per molti anni svolse la quasi unica attività volativa consolidata con la modifica in Aero Club Giuliano dovuta all’assorbimento dell’Aero Club Trieste.


Purtroppo vari fattori ridussero l’opera dell’Aero Club che piano piano giunse a cessare l’attività ripresa a volte per opera di vari appassionati del volo ma ora questa ripresa sembra abbia preso un buon avvio con l’Associazione “Duca d’Aosta” e ci sono i prodromi di una ripresa che potrà portare ad interessanti e proficui risultati.


Gorizia è una città ricca di storia e di cultura, collegata via terra con ferrovia ed autostrada e via mare col vicino porto di Monfalcone, ora potrà godere di una nuova via per raggiungerla, quella del cielo.



Carlo d’Agostino


Nella foto (archivio Ass. 4° Stormo) L’hangar Gleiwitz durante l’attività dell’Aero Club Gorizia nel dopoguerra

mercoledì 14 agosto 2013

L’AEROPORTO DI GORIZIA RINASCE A NUOVA VITA

L’AEROPORTO DI GORIZIA RINASCE A NUOVA VITA




Nel  prossimo settembre la città di Gorizia potrà riavere il suo aeroporto, quel “campo di volo” realizzato dagli austriaci nel lontano gennaio 1912 utilizzando un vasto terreno ai bordi della città, dove si svolgevano le manovre della cavalleria austro-ungarica. Le vicende dell’aeroporto sono state le più diverse: abbandonato dagli austriaci all’inizio del 1915 perché troppo vicino al confine italiano, fu riqualificato una diecina di anni più tardi per far posto alla 38^ Squadriglia del 21° Stormo Osservazione Aerea e divenne sede nel 1931 del 4° Stormo Caccia Terrestre contestualmente costituto e nel 1940 anche del Reparto Speciale Aero Siluranti poi trasformato in 1° Nucleo Addestramento Aerosiluranti.


Dal 1940 fino al termine del conflitto fu utilizzato anche quale sede temporanea di altri reparti per giungere poi ai pesanti bombardamenti subiti dopo l’armistizio del 1943 che fecero molto vittime fra militari e civili della zona e danni alle infrastrutture sorte negli anni. Alle fine del conflitto, l’ampio spazio a disposizione fu fortunatamente lasciato a sé stesso anche perché sempre di proprietà del Demanio dell’Aeronautica Militare e nel 1947 ospiterà per un breve periodo i primi voli della neo costituita SISA Società Italiana Servizi Aerei di Trieste, mentre l’Aero Club Gorizia proseguirà la sua attività interrotta nel corso degli eventi bellici.


L’Aero Club Gorizia, che riprendeva quanto a suo tempo aveva fatto l’Aerocentro della RUNA, avrà una parte importante nella storia dell’aeroporto perché per molti  anni sarà l’ultima risorsa per quel  “campo di volo” che aveva visto nel suo cielo centinaia di aerei  ed assorbi nel 1983 anche l’Aero Club di Trieste divenendo Aero Club Giuliano. Problemi di carattere logistico e pratico portarono negli anni successivi al progressivo rallentamento dell’attività di volo, che ebbe a comprendere anche i Corsi di Cultura Aeronautica della Aeronautica Militare negli anni ’60 e ’70 e la operatività di paracadutisti ed aeromodellisti.
Ora sembra proprio sia la volta buona con il fattivo intervento della giovane Associazione Dilettantistica Sportiva Transfrontaliera “Duca d’Aosta” che ha ricevuto la qualifica di Ente aggregato fdall’Aero Club d’Italia nell’aprile scorso, coadiuvata dalla “Pipistrel Italia” che costruirà in  loco i prodotti del VDS della slovena “Pipistrel”. Primo atto la risistemazione dell’hangar “Geitwitz” che ceduto all’Italia nell’ambito dei rimborsi per i “danni di guerra” dal governo austriaco negli anni ’20 è stato il fulcro protagonista fino ad oggi delle vicende aeroportuali.


Il presidente dell’Associazione, com.te Fulvio Chianese, con l’aiuto del Consiglio direttivo si trova di fronte ad un impegno notevole per la miriade di adempimenti burocratici e tecnici da svolgere, è però convinto che tutto andrà nel migliore dei modi e ben presto   -  in settembre è prevista l’inaugurazione del “nuovo “ hangar”-  il cielo dell’aeroporto sarà nuovamente da aerei , ultraleggeri ed aeromodelli  con ritorno agli antichi splendori.


Carlo d’Agostino
Nella foto (Archivio Ass. Cult. 4° Stormo Gorizia)
Edifici ormai scomparsi: il grande (50 metri di altezza e larghezza) Hangar in ferro “Lancini” e la Palazzina Comando