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giovedì 31 gennaio 2013

L’AEREO DI BARACCA A MONFALCONE di Carlo d'Agostino


L’AEREO DI BARACCA A MONFALCONE




L’attività aeromodellistica si sviluppa in vari settori, sia sotto l’aspetto puramente sportivo sia in quello che possiamo definire ricreativo, ed uno di questi che ha le sue origini già all’inizio del 1900 in Italia. Nel 1911 infatti venne  organizzata la prima gara  per modelli volanti dove – in una rara foto d’epoca – si può ammirare un gruppo di distinti signori in bombetta alcuni dei quali hanno in mano dei modelli riproducenti le macchine volanti dei primi pionieri del volo.

Passi da gigante da quella lontana epoca dell’aeromodellismo per giungere ai giorni nostri, con lo sviluppo di motori sempre più potenti e di materiali ad alta sofisticazione tecnologica, ad aeromodelli all’altezza dei tempi moderni, comprese le cosiddette “riproduzioni” che a dimensioni più ridotte sono costruiti a vera immagine dell’aereo originale.


E’ il caso di un aeromodellista di Monfalcone che ha realizzato, e qui si torna al passato, un Nieuport Ni 10, caccia della 1^ guerra mondiale ma utilizzando gli stessi materiali dell’epoca: legno di spruce, tela e tubi a parte qualche tubo in fibra di carbonio per esigenze costruttive, legate anche al fatto che si tratta di un modello “volante”.

Tre anni di lavoro, consultazione di una quantità notevole di documentazione originale fornitagli dalla Aeronautica Macchi di Varese che ne fu costruttrice su licenza, accuratezza in ogni particolare ne fanno veramente un piccolo (ma non tanto piccolo con la sua apertura alare di 2 metri e mezzo) gioiello. Dotato di un motore a 4 tempi tipo OS da 20 cc di cilindrata.

Ma torniamo alla storia, e qui è la parte interessante: Renzo, inizialmente pensava di riprodurre la livrea dell’aereo di una Squadriglia francese, ma una foto ritrovata quasi per caso lo ha convinto a ricordare un Ni10 che   nel novembre del 1915 faceva parte di una squadriglia di cinque caccia dislocati  a Santa Caterina (che poi diverrà l’aeroporto di Campoformido) e che probabilmente fu portato in volo da Francesco Baracca , giunto da poco a Santa Caterina in visita al Reparto.


Carlo d’Agostino

Foto R. Pecorari

giovedì 4 novembre 2010

Libro: CAPRONI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE Rosario Abate - Giorgio Apostolo




Rosario Abate - Giorgio Apostolo
CAPRONI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
CAPRONI IN THE FIRST WORLD WAR

300 pagine - 12 tavole a colori - 175 ill. b/n formato cm 24x21 - carta patinata di alta qualità rilegato con copertina cartonata a colori - edizione 2010 collana “appuntamento con la Storia” n.4 ISBN 978-88-96381-06-9
bilingue ITALIANO - INGLESE
prezzo di copertina € 45,00 - codice 2340E

Le tappe più significative nello sviluppo degli aerei da bombardamento italiani, un doveroso omaggio a Gianni Caproni, mirabile costruttore di quelle prime ali divenute sinonimo di “bombardiere strategico”.

La storia completa del complesso velivolo tutto made in Italy, dalla fase di progettazione alla realizzazione del prototipo, dai risultati dei primi test di volo fino all’accettazione da parte dell’amministrazione militare, passando poi all’impegnativa fase della produzione industriale e infine all’impiego operativo delle varie versioni. Tutti i fatti più importanti che hanno portato alla nascita e allo sviluppo di questi aeroplani esaminati e presentati in modo organico, le loro principali caratteristiche tecniche, i dati di produzione.

Ampio respiro è stato dato a una documentazione fotografica, per lo più inedita, che meglio di ogni altra cosa illustra l’evolversi dei potenti biplani e triplani Caproni.
Costante e fondamentale l’apporto della Famiglia Caproni, che ha messo a disposizione documenti e materiale fotografico.

Il testo e la struttura originali dell’opera, la cui prima edizione risale al 1970, sono stati in parte rielaborati o modificati, con alcune soluzioni nuove, come la traduzione in inglese, la sostituzione di molte illustrazioni, l’aggiornamento delle didascalie e una sezione di immagini a colori.

Il volume esce nel periodo delle grandi celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, e quella del 1915-1918 è considerata da molti studiosi la quarta guerra d’indipendenza. Ma lavori di ricerca come questo vanno oltre gli anniversari e contribuiscono a ricordare le capacità progettuali e imprenditoriali di un uomo come Gianni Caproni, nato ad Arco, in Trentino, allora territorio dell’impero austro-ungarico, che scelse di essere italiano e di dare il suo contributo per la vittoria del Tricolore.

www.libreriastorica.com


vi ricordo che Mercoledì 10 novembre 2010 alle ore 18,30 (Galleria Vittorio Emanuele 79, Milano)
ci sarà la presentazione del volume CAPRONI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE di Rosario Abate e Giorgio Apostolo
Interverrà l’autore Coordinerà Maurizio Pagliano
per informazioni sugli inviti contattate: R.S.P.V. info@vaccari.it

domenica 1 febbraio 2009

Libro: Leonida Schiona Eroe dell'aria Pioniere del volo

Autore: Dino Pedrina
Titolo: Leonida Schiona - Eroe dell'aria-pioniere del volo
Editore: Fratelli Corradin Editori
data: December 2008
dimensioni cm 17 x 24 or 6 3/4 x 9 1/2 inches.
Copertina morbida
numbero di pagine 140.
Varie foto d'epoca.
Da una Email dell'Ing.Elia Shioma:
Il nonno Leonida è stato uomo estremamente modesto e ciò lo ha reso ai più quasi uno sconosciuto; questo libro fa emergere la completezza di tale Uomo che ha segnato la storia dell'aviazione Italiana.

Il libro stuzzica gli appassionati della storia dell'aviazione e del volo.
La mia famiglia ha fatto avere al sig. Pedrina svariati documenti fotografici che testimoniano il valore del nonno.
Copia dell'opera puo' essere acquistata direttamente dall'autore.

martedì 2 settembre 2008

A Paese ( Treviso ) inaugurazione fortino della Grande Guerra con sorvolo

Grazie a Bruno Fanton:

A Paese  - Treviso - il  14 settembre 2008 si inaugura, dopo il suo recupero, un fortino della grande guerra utilizzato per difendere quello che era il campo di aviazione sede di piu' Squadriglie italiane ed una inglese durante il conflitto.

Ulteriori info :

mercoledì 20 agosto 2008

Elica Misteriosa

Gianvittorio mi ha mandato queste foto della Sua elica in legno :
 
Ecco i dati: 
 sigle che sono riuscito a decifrare ( tra parentesi con punto interrogativo le semi illegibili )
 
N I - 2.(8?) (A?) 110
D - 2.(4?)5
P - 2.50
 
21-8-1918
 
sulla faccia opposta a quella delle sigle appena elencate :
 
EG - 58166 - FG
 
Sulla battuta del perno di fissaggio : 519 ( oltre a una specie di punzone circolare indecifrabile.
Chi ci sa dare una mano per identificare l'elica ?

mercoledì 18 giugno 2008

MEMORIALE AL TENENTE DE WITT al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto

MEMORIALE AL TENENTE DE WITT: PROSEGUONO LE MANIFESTAZIONI PER IL 90° DELLA VITTORIA

Sabato 21 giugno al Museo della Battaglia l'omaggio all'aviatore USA decorato con la medaglia d'oro al valore militare

Ulteriori informazioni qui.

giovedì 20 marzo 2008

La RAF festeggia Henry Allingham

La RAF festaggia Henry Alligham, 111enne e veterano della Grande Guerra, tra i fondatori della moderna Air Force Inglese.
L'articolo del time lo trovate qui.

lunedì 18 febbraio 2008

Libro: Il Campo d'Aviazione di Gonars 1915-1917 di Fabio Franz

E per me un piacere informarVi di questa nuova pubblicazione:

Il Campo d'Aviazione di Gonars 1915 - 1917 di Fabio Franz

Prefazione

Per trovare un primo studio sulla macchina da volo bisogna risalire al secolo Xv. Fu un grande genio italiano, Leonardo da Vinci, che per primo pensò alla possibilità di realizzare il volo umano. Per affrontare l'arduo problema cominciò a osservare attentamente e a studiare scientificamente il volo degli uccelli. Le sue ricerche, pur contenendo diverse i n esattezze dovute, in particolar modo, all'imperfezione dei mezzi di osservazione, sono straordinarie, quanto di più avvincente e interessante si possa immaginare. Bisognerà attendere la fine dell'Ottocento per trovare finalmente diversi appassionati del volo, di varie nazionalità ma accomunati dalla stessa volontà, che riprendono lo studio dell'aria con fede e grande tenacia decisi a superare l'indifferenza e l'incredulità dell'opinione pubblica. Pénaud, Tatin, Maxim, Langley, Ader si impegnano "con accanimento" per risolvere il problema del "volo meccanico", ma invano. I risultati raggiunti con i loro modelli non furono soddisfacenti.


Fino ad allora nessuno aveva ancora volato. Si ignoravano le sensazioni che l'uomo avrebbe provato staccandosi da terra. Si era però ben consci che un attimo di paura, di incertezza o una falsa manovra potevano determinare non solo la perdita di vite umane ma anche dell'aeromobile; rischio che si concretizzava nella maggior parte delle esperienze. La macchina mal guidata si fracassava al suolo nel momento critico in cui avrebbe dovuto spiccare il volo. Tanti sforzi e tanti anni di paziente lavoro andavano "in fumo". Si perdevano così anche ingenti somme di denaro investite nei prototipi per cui, nel breve, non si potevano ritentare nuovi esperimenti. Si rese necessario ricorrere a un approccio metodologico diverso. Bisognava condurre l'uomo alla conoscenza dell'aria, abituarlo con gradualità al volo e impegnarsi poi a superare, di volta in volta, i problemi tecnici.


I fratelli Wilbur e Orville Wright, ingegneri, fabbricanti di biciclette a Oayton negli U.s.A., dopo aver realizzato felicemente il volo librato, decisero di cimentarsi nel volo meccanico. A tale scopo costruirono un aeroplano di maggiori dimensioni in grado di supportare i! peso di un motore. Anche quest'ultimo, un 16 HP a 1200 giri, fu disegnato e prodotto nelle loro officine. Montato il motore all'apparecchio iniziarono gli esperimenti. AI quarto tentativo, il 17 dicembre 1903, i Wright superarono, a Kitty Hawk, i 260 metri. Sottoposto a ulteriori prove, l'aeroplano rispose dolcemente a ogni manovra. Il grande sogno perseguito dagli uomini, da tanti secoli, era finalmente diventato realtà. Per la prima volta un uomo aveva veramente volato; i Wright, che avevano lottato con impegno e tenacia, alla fine erano riusciti a vincere la sfida.


Glissando sulle critiche e sui dubbi che la notizia della loro invenzione aveva sollevato in Europa, in particolare in Francia, uno dei fratelli, Wilbur, venne nel vecchio continente, nel giugno del 1908, per volare con il suo neo aeroplano. In Europa riuscì a battere tutti gli aviatori francesi e di altre nazioni. Le folle lo acclamarono, gli invidiosi tacquero. La Francia gli tributò, finalmente, i più alti onori. Il 1908 terminò con un nuovo primato. Wilbur Wright realizzò un magnifico volo di due ore e venti minuti percorrendo 124 chilometri e 700metri. Un completo trionfo per l'americano!


Da qualche anno anche i francesi, pur discosti, avevano realizzato grandi progressi. Nel 1906 a Santos Dumont era ':1. iii I attribuito il premio per il volo. L'anno successivo Voisin, Delagrange e Blériot avevano acquisito notorietà grazie ai voli doi li III1 apparecchi e il 13 gennaio 1908 Farman, a bordo di un biplano Voisin, aveva vinto il Gran Premio di Francia. Il 1908 si III iii quindi definire l'anno decisivo per l'aviazione.


Nel 1909 si registrarono i primi clamorosi trionfi e una rapida, inaspettata ascesa del settore. 1125 luglio Luis Blériot COil 1111 monoplano di soli 24 HP trasvolò la Manica da Calais a Dover. Una vittoria francese ma anche italiana. Infatti se l'aeroplano ('l,I opera di Blériot, il motore era il risultato del lavoro di un modesto e geniale artigiano italiano: l'Anzani.


Nel 1910 Geo Chàvez compì, con un monoplano Blériot, la traversata delle Alpi e, sempre nello stesso anno, si ripeterono () '.I moltiplicarono le gare e i circuiti aerei. Gli aviatori si cimentavano per vincere gli ambiti premi delle manifestazioni internazionali Nel 1911 si registrò una serie di grandi viaggi e di lunghi tragitti aerei da città a città, da nazione a nazione. Si riproposero li' traversate della Manica, il valico dei Pirenei e i voli sul mare. Alla fine dell'anno si realizzarono i primi esperimenti con apparecchi armati.


Nel 1912 l'aviazione partecipò alla guerra italo-turca confermando l'utilità dell'impiego dell'aeroplano per scopi bellici. Scoppiato il primo conflitto mondiale, l'aviazione fu chiamata a fornire il suo contributo. All'uomo fu richiesto nuovo ardire e nuovo eroismo mentre la macchina fu migliorata e perfezionata per offrire maggiori prestazioni. Anche l'idroaviazione, che aveva avuto in Mario Calderara il suo pioniere, si affiancò a quella terrestre svolgendo la funzione di complemento naturale della Marina. L'impossibile fu raggiunto e superato: alla virtuosità dei piloti si aggiunse un progresso tecnico prodigioso negli apparecchi e nei motori. Il merito va riconosciuto a una schiera di provetti ingegneri e di industriali che dimostrarono di essere in grado di produrre materiale e armi efficienti e all'avanguardia.


Fu così reso possibile penetrare, per le vie dell'aria, nel paese nemico spiandone i preparativi e i movimenti. Le osservazioni fotografiche, fatte a bordo dei moderni aeroplani militari, permisero di scoprire le opere di difesa e di offesa degli eserciti avversari. L'occhio attento degli osservatori e l'uso della telegrafia senza fili permisero alle artiglierie di regolare i tiri comunicando con gli aerei in volo che, a loro volta, trasmettevano dall'alto ai comandi tutti le informazioni necessarie. Grazie all'aumentata capacità di portata utile si poté arrivare a sollevare più di una tonnellata di carico per ogni apparecchio (vedi "Caproni") e far diventare l'aeroplano una nuova artiglieria, l'artiglieria aerea che, bombardando le retrovie, i cantieri navali, i centri industriali, colpisce il nemico là dove il cannone non sarebbe potuto arrivare. Le artiglierie da terra danno la caccia ai rivali del cielo. Diventa inevitabile anche il duello fra aeroplani nemici che si incontrano e l'apparecchio da caccia piomba sull'avversario mitragliandolo. Nell'anteguerra sembrava un sogno, fervida fantasia, immaginare combattimenti aerei con centinaia di apparecchi. Durante il conflitto divennero "consuetudine" le quotidiane azioni belliche aeree, con l'impiego di stormi sempre più numerosi, che portavano l'offesa o la sfida a centinaia di chilometri dalle basi di partenza. L'aviatore diventò così un ardito, un eroe.


In questo scenario emerge la prodigiosa ascesa dell'aeronautica italiana. Il settore si trovava, allo scoppio della Grande Guerra, in uno stato embrionale e, nel tumultuoso periodo che seguì alle prime dichiarazioni belliche, si dovette provvedere in tempi brevi a superare le carenze strutturali e a creare le costose industrie su cui l'aeronautica doveva contare. Così, mentre si procedeva celermente alla mobilitazione dell'Esercito e della Marina, si iniziò un attento lavoro di organizzazione che portò, negli anni successivi, l'aeronautica nazionale ad uno sviluppo che, se paragonato alle risorse materiali ed economiche investite e al tempo in cui fu realizzato, ha del "miracoloso".


Il nostro Paese nel 1909 aveva fornito, come si è già detto, al Blériot per la traversata della Manica un motore nazionale: l'Anzani, allo scoppio della guerra contro l'Austria-Ungheria, poteva contare su pochi apparecchi tutti di produzione francese. Le quattro ditte costruttrici italiane erano ancora all'inizio, non avevano a disposizione maestranze adatte e mancava un'organizzazione per gestire una sicura e completa attività produttiva.


L'Italia entrò in guerra con cinque dirigibili, una diecina di squadriglie aeroplani, una ottantina di apparecchi comprese le riserve e con venti piloti. Con tali forze ci si preparava a lottare contro un avversario numericamente e qualitativamente più forte che poteva contare già, oltre l'esperienza di un anno di guerra, sugli aiuti e sugli insegnamenti, nel campo aereo, dell'alleata Germania; l'aeronautica tedesca nella primavera del 1915 disponeva di circa ottanta squadriglie aeroplani e nel maggio aveva già realizzato il primo attacco su Londra con una aeronave del tipo Zeppelin di 32000 m", che portava un carico utile di 15000 chilogrammi. In Italia ci si impegnò, in tutti i modi, per superare i ritardi e gli ostacoli. Le aziende aeronautiche aumentarono di numero. Crebbero la produttività e la produzione. Nel 1916 le ditte erano in grado di costruire apparecchi interamente italiani utilizzando progetti italiani (alla fine del conflitto saranno ben 15000 i velivoli costruiti). Le squadriglie si moltiplicarono e fu incrementato il numero di piloti che divenne legione. L'ala italiana sorvolò i monti e le Alpi contribuendo alla vittoria, con il sacrificio di molti aviatori e grazie all'audacia dei piloti. Primi per tutti, Oreste Salomone prima Medaglia d'Oro al Valor Militare dell'Aeronautica Italiana per il raid su Lubiana (18 febbraio 1916) e Francesco Baracca, la fulgida medaglia d'oro del Montello: l'asso degli assi, il terrore dei velivoli crociati che abbatté 34 aerei in 63 combattimenti, colui che non conobbe riposo, che nulla vide all'infuori del sacrificio, colui che, da solo, un giorno attaccò quattro apparecchi con 150 colpi nel nastro della sua mitragliatrice e con il serbatoio di benzina quasi vuoto, l'eroe che si prodigò in cento modi e che, il 19 giugno del 1918, abbassatosi sulle insanguinate trincee del Montello incontrò la morte e lì cadde come cavaliere medioevale.


La battaglia del Piave e quella di Vittorio Veneto furono le pagine più gloriose dell'aeronautica italiana. In quei giorni i combattenti dell'aria raccolsero i frutti delle lunghe vigilie passate negli snervanti servizi di ricognizione e crociere, nella preparazione dei tiri per l'artiglieria.


Cessato il fragore delle armi e terminate le ostilità, l'aeronautica smobilitò. Fu un processo rapido, folle. Dei gloriosi reparti non restò, in breve tempo, che un ricordo e una tradizione. Poi, un paio d'anni dopo, l'inversione di tendenza. Si comprese, interpretando i tempi, la necessità di utilizzare quanto era rimasto dell'aeronautica per far sorgere, seguendo l'esempio dell' Inghilterra, una nuova forza per la difesa nazionale: la Regia Aeronautica. Vennero riaperte officine e scuole, aumentati gli apparecchi, gli uomini e inaugurati nuovi reparti. Nell'ottobre del 1923 si tenne a Roma il più grande raduno di velivoli in volo nel cidl l,II una città. 114 novembre, Anniversario dell'Armistizio di Villa Giusti, nella capitale, in nome di S.M. il Re d'Italia fu consegnata., ai combattenti la bandiera dell'Arma. Nel solo campo di aviazione di Centocelle oltre trecento velivoli facevano da sfondo alla grandiosa cerimonia patriottica. In quei momenti solenni forse qualcuno dei presenti avrà ricordato il piccolo campo di aviazione di Gonars e le sue due squadriglie che, nel biennio 1915-17, avevano utilizzato le sue strutture; dove Oreste Salomone, Fulco Ruffo di Calabria, Ferruccio Ranza e altri assi della nostra aeronautica avevano iniziato la loro brillante carriera nei ranghi dei reparti da ricognizione per l'artiglieria.


Fabio Franz, attraverso una attenta, puntuale e meticolosa indagine documentaria, bibliografica e fotografica, ci riporta indietro nel tempo (a più di novanta anni fa) per far rivivere la vita di quel campo e la frenetica attività operativa dei soldati, degli spe eia listi e dei piloti impegnati in azioni belliche sul fronte orientale.


A Franz va il plauso per l'impegno profuso e un grazie per averci fornito una preziosa tessera da collocare nel complesso c articolato mosaico della storia dell'aviazione e della nostra storia risorgimentale nazionale.


Udine, Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali, settembre 2007


Bruno Polese Docente di Storia economica e contemporanea presso l'Università degli Studi di Udine




Premessa

E' stata l'ultima fotografia di un vecchio album dall'aria vissuta, un'immagine aerea scura e danneggiata, a coronare una ricerca durata alcuni anni, con la quale mi proponevo di conoscere dove fosse stato e soprattutto cosa fosse stato il Campo d'Aviazione di Gonars. La foto ritrae la strada che da Gonars porta a Gris, le aviorimesse, la pista, alcuni biplani Caudron che con la loro tela bianca risaltano sullo sfondo scuro-si tratta della prova inconfutabile che il campo era sorto nella zona che la gente del luogo chiama Vieris. Oggi quei prati, dove le maestre portavano i miei nonni a giocare, non esistono più: al loro posto un paesaggio consueto per i terreni a nord della "napoleonica", con una grossa cava di ghiaia e campi di mais. Lo splendido bassorilievo bronzeo che dal 1968 adorna una facciata delle Scuole Medie di Gonars è, ad oggi, l'unico tributo esistente in paese ad un periodo storico fondamentale per la vicenda aeronautica italiana. L'opera fu fortemente voluta da un comitato di gonaresi per onorare le gesta del pilota campano Oreste Salomone, prima Medaglia d'Oro al Valor Militare dell'aviazione italiana. Il 18 febbraio 1916 l'allora Capitano Salomone, benché ferito alla testa, scelse la pista di Gonars per far prendere terra al suo Caproni (Aquila Romana) crivellato di colpi e carico dei corpi esanimi dei suoi compagni: il Tenente Colonnello Alfredo Barbieri ed il Capitano Luigi Bailo.


In questo testo ho voluto raccogliere tutto ciò che mi è stato possibile trovare su quel "piccolo aeroporto" che fu operativo per due anni, dal 5 ottobre 1915 (giorno in cui vi si insediò la 4° Squadriglia d'artiglieria) alla fine di ottobre del 1917 (quando fu abbandonato e probabilmente incendiato in seguito alla ritirata di Caporetto). Oltre al già citato Oreste Salomone, altri nomi celebri della nostra storia aeronautica sono legati al campo di Gonars per avervi iniziato la loro brillante carriera nei ranghi dei reparti da ricognizione per l'artiglieria: Silvio Scaroni, Fulco Ruffo di Calabria, Ferruccio Ranza per citarne alcuni. Se la storia di questo campo è giunta fino a noi proprio per merito di questi personaggi, trovo doveroso ricordare il soldato Angelo Ean di di Saluzzo (Cuneo), che di certo non compare nei libri di storia ma al quale dobbiamo la maggior parte delle immagini pubblicate su questo libro. Le fotografie del militare piemontese (un addetto alla manutenzione dei biplani della 44° Squadriglia), raccolte in un album, vennero donate dai suoi discendenti all'Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare a Roma, dove sono tuttora preziosamente custodite.


Fabio Franz



Voglio qui ringraziare Fabio Franz per avermi mandato tutte le informazioni sulla Sua opera ( oltre ad una copia della stessa), molto ben documentata , con delle foto provenienti dagli archivi dell'Ufficio Storico e personali in gran parte inedite al pubblico di appassionati italiani.

La mole di informazioni contenuta nel libro e' grande; va da una doverosa premessa sullo stato dell'Aviazione Militare italiana nella grande guerra alle piu' specifice documentazioni riguardanti il Campo di Aviazione di Gonars, alle Squadriglie ivi dislocate ed ai piloti che hanno partecipato alle missioni in territorio nemico. Un capitolo a parte e' riservato all'Incursione su Lubiana del 18 Febbraio 1916.
I miei più sinceri complimenti Fabio !

Il Campo d'Aviazione di Gonars 1915-1917 - di Fabio Franz - Anno 2007 Edizioni Saisera - patrocinato dal Comune di Gonars dal Comune di Bicinicco ISBN 978-88-902421-7-5

lunedì 28 maggio 2007

Foto della Mostra sulla Comina e la Grande Guerra

Purtroppo complici una serie di ritardi parto da oggi un serie di post che dovevano essere pubblicati la settimana scorsa, incomincio con le foto (mercoledi') fatte alla Mostra di San Quirino ( Pordenone) sulla Grande Guerra e l'Aeroporto della Comina:










Desidero ringraziare il Sig. Radaelli , mio anfitrione e tutti i ragazzi dell'Aeronautica presenti per le informazioni ricevute e l'ampia disponibilità.

giovedì 10 maggio 2007

AEROPORTO DI AVIANO – MOSTRA STORICA DEL VOLO NELLA GRANDE GUERRA






AEROPORTO DI AVIANO – MOSTRA STORICA DEL VOLO NELLA GRANDE GUERRA
Dal 1917 al 2007 novant’anni tra Aviano, Comina e le imprese dei due aviatori eroi Pagliano e Gori ai quali l’aeroporto e’intitolato
Ten. Valentino Strazzeri - Aeroporto - Aviano
del 10/05/2007


Una mostra sui pionieri del volo ad Aviano e in Comina e un convegno storico sulla grande Guerra: queste sono due tra le numerose iniziative che l’Aeronautica Militare del Comando Aeroporto di Aviano sta promuovendo per celebrare i novant’anni dalle imprese compiute dai due aviatori Pagliano e Gori e ai quali il campo di volo militare è intitolato.

Il primo evento è programmato per sabato 19 maggio alle ore 11,30 presso Villa Cattaneo del Comune di San Quirino, dove verrà inaugurata la mostra fotografica e di cimeli storici “1917-2007, novant’anni tra Comina e Aviano”, che sarà aperta al pubblico dal 20 al 24 maggio dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, mentre il 25 maggio soltanto la mattina.

Il secondo evento in programma, a chiusura dell’iniziativa, è previsto per sabato 19 maggio con un convegno storico sulla Grande Guerra, che inizierà alle ore 09,30 nella sala convegni dell’aeroporto per concludersi con la visita ai siti di interesse storico di Aviano e la Comina alle ore 17; durante la giornata sono previsti interventi di studiosi e ricercatori, tra i quali Gregory Alegy, Pierluigi Lodi, Nicola Paggiaro, Enrico Trevisani, Burato dr. Alberto, e molti altri di indiscussa fama tra gli addetti ai lavori.

Le manifestazioni sono organizzate in collaborazione con la provincia di Pordenone, il comune di San Quirino, il museo “Gianni Caproni” di Trento, le varie sezioni e nuclei locali dell’Associazione Arma Aeronautica e con gli storici Gino Argentin e Gualtiero Raccanelli, i quali hanno messo a disposizione per l’iniziativa buona parte del materiale fotografico, peraltro unico, che sarà esposto. La serie di iniziative nasce dallo spirito del ricordo; di ricordare, appunto, come i campi di volo pordenonesi siano indissolubilmente legati a momenti importanti, che si sono rivelati decisivi per le vicende nazionali dell’epoca e come sia importante la reminiscenza di tali eventi e di tutti coloro che, con diversa sorte, ne sono stati artefici e protagonisti. Il complesso dei campi di volo della Comina e di Aviano diedero vita infatti rispettivamente alla prima scuola civile ed alla seconda scuola militare di volo in Italia, laddove la prima attività risale al lontano 1911.

Successivamente, tali aeroporti vennero estensivamente impiegati quali basi di partenza per velivoli da caccia, osservazione e bombardamento durante la prima guerra mondiale. In particolare, come già detto, l’anno 1917 vide il compimento delle principali operazioni aeree delle quali gli eroici aviatori Pagliano e Gori furono protagonisti insieme, tra l’altro, al poeta soldato Gabriele D’annunzio.

Il percorso didattico espositivo sulla storia dell’aviazione nella provincia di Pordenone ha previsto inoltre il coinvolgimento delle scuole medie e superiori locali, al fine di diffondere tra i giovani il seme della cultura aeronautica e quell’indispensabile senso delle radici e di appartenenza, patrimonio a corredo dell’eredità spirituale e culturale di ogni buon cittadino. In proposito, il provveditore agli studi di Pordenone, Dott. Nicola Cantucci, accogliendo infatti con entusiasmo l’iniziativa, ha raccomandato alle scuole medie e superiori locali la più ampia partecipazione possibile all’evento. Tra le scuole invitate, anche gli istituti tecnici aeronautici “A.Malignani” e “A.Volta” dalla città di Udine.

Un particolare ringraziamento infine per la sensibilità ed il sostegno dimostrati nei confronti dell’iniziativa promossa dall’Aeronautica Militare, va rivolto al presidente della provincia di Pordenone, dott. Elio De Anna, ed al sindaco di San Quirino, Corrado Della Mattia.

martedì 10 aprile 2007

Mostra:Il folle volo Uomini e aerei della Prima Guerra Mondiale

Il folle volo
Uomini e aerei della Prima Guerra Mondiale
a cura di Stefano Bulgarelli, Roberta Russo, Paolo Varriale

presentazione della mostra

5 maggio, ore 10.30
Istituto Ernesta Stoppa, via Baracca, 62

visita guidata alla mostra

5 maggio, ore 11.30
Museo Francesco Baracca, via Baracca, 65

Orari da martedì a domenica: 10/12 – 16/18; dal 20 giugno anche i mercoledì 20.30/23.00
Chiusura 15 maggio - Ingresso: Euro 1 intero – Euro 0,50 ridotto
info 0545 38561 – museobaracca@comune.lugo.ra.it - www.museobaracca.it





lunedì 12 febbraio 2007

Mostra: La Grande Guerra e il Ruolo Dell'Aviazione




Si comincia proprio bene (aeronauticamente parlando) con questa mostra itinerante sulla Grande Guerra in Friuli:

http://www.militaryhistoricalcenter.org/

LA GRANDE GUERRA E IL RUOLO DELL’AVIAZIONE
Campoformido (UD) - Parco del Volo Curatore: Roberto Machella

http://www.parcovolo-fvg.it/


domenica 24 dicembre 2006

Istituto Olivero - Tandil Argentina



Bello ed interessante questo sito : Istituto Olivero di Tandil Argentina.

Scopo della stessa associazione è : "Per promuovere la conoscenza, la ricerca, lo studio e la diffusione di storia aeronautica Argentina e Sudamericana, specialmente di Tandil, dei fatti e dei loro pionierii. Diffondere specificamente la vita e l'opera dell' aviatore Eduardo Alfredo Olivero e degli altri uomini e donne che hanno permesso lo sviluppo delle ali della parte del sud del continente. Per contribuire alla formazione ed al consolidamento della tradizione e della cultura aeronautica, dando spolvero alla realizzazione di indagini storiche, su basi scientifiche e documentarie, in forma integrale, sulle diverse manifestazioni e su tutti i campi delle prestazioni aeronautiche."

http://www.institutoolivero.com.ar/sa/olivero/inicio.htm

Varie sono le sezioni in cui si articola lo stesso, importante e' la storia di Eduardo Alfredo Olivero pilota argentino di origine italiana che combattè nella Grande Guerra nelle fila delle Squadriglie Caccia 71°, 76° e 91° assieme a Barracca.





martedì 5 dicembre 2006

Cime e Trincee il sito




Vi volevo segnalare questo sito tra i più importanti ed autorevoli che tratta di Grande Guerra sopratutto del nostro fronte italiano-austro ungarico.
Merita una profonda visita in tutte le sue sezioni.

giovedì 16 novembre 2006

ALI SUL PO: UNO SGUARDO SULLA STORIA DEGLI AVIATORI POLESANI E FERRARESI NELLA GRANDE GUERRA 1915 – 1918

ALI SUL PO: UNO SGUARDO SULLA STORIA DEGLI AVIATORI POLESANI E FERRARESI NELLA GRANDE GUERRA 1915 – 1918

Sabato 18 Novembre 2006

Museo dei Grandi Fiumi
Piazzale S. Bartolomeo, 18
Rovigo

Informazioni:
Comune di Rovigo, Museo dei Grandi Fiumi
Tel. 0425-25077 / 0425-28665
Fax 0425-464546
e-mail: museograndifiumi@comune.rovigo.it

Ore 9,00 saluto delle autorità
Ore 9,15 inizio dei lavori

Emilio Luigi LONGO, Generale Paracadutisti (c.a.), Collaboratore Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito – ROMA
"Il potenziale bellico dell’Aviazione Italiana nel 1915 alla vigilia dell’inizio delle operazioni”
Pier Luigi LODI, Ufficio Cultura & Territorio Provincia di GORIZIA
"I Caproni visti da terra: i bombardieri italiani sull’Isonzonfront"
Alessandro MASSIGNANI, Storico Militare di VALDAGNO – VI
" L’attività dell’Aviazione Italiana sul fronte della 1ª Armata"
Basilio DI MARTINO, Colonnello (GArn) Genio Aeronautico, Comando Logistico Aeronautica Militare – ROMA
"Le operazioni di bombardamento dei dirigibili italiani ed il ruolo dell’Aeroscalo di Ferrara"
Giorgio EVANGELISTI, Storico dell’Aviazione Militare, Collaboratore Scientifico Museo dell’Aria «San Pelagio» di DUE CARRARE – PD
"Gabriele D’Annunzio ed il volo su Vienna"
Carlo STRACQUADANEO, Ten. Col. Docente Diritto Operazioni Militari Scuola di Guerra Aerea, Corpo Commissariato Aeronautica Militare di CAMERI - NO
"Umberto Maddalena: imprese di guerra"
Enrico TREVISANI, Centro Documentazione Storica Comune di FERRARA
Donato BRAGATTO, Presidente Ass.ne Ricerche Storiche «Pico Cavalieri» – FERRARA
1915-18 Uno sguardo sulle attività aviatorie a Ferrara.
Fondo «Pico cavalieri», una breve vita dedicata al volo: documenti, fotografie ed oggetti conservati negli archivi del centro documentazione storico di Ferrara.

Ore 12,30 discussione
Ore 12,45 sospensione lavori
Ore 14,45 ripresa lavori

Francesco TARDIVELLO, Ricercatore Storico di BADIA POLESINE – RO
"Le ali spezzate: Aldo Finzi tra politica e passioni"
Susy Dan LOMBARDI, Ricercatrice Storica di PIOMBINO DESE – PD
"La costruzione di un mito. Da Baracca a D’Annunzio: gli anni eroici dell’Aviazione Italiana"
Giampietro ZANON, Ricercatore Storico Militare di MOGLIANO VENETO – TV
Dino VECCHIATO, Ricercatore Storico Militare di PREGANZIOL – TV
" L’osservazione aerea nelle memorie e nelle immagini del Capitano Giuseppe Gabbin: le vicende della 25ª Squadriglia Voisin"
Nicola PERSEGATI, Ricercatore Storico Militare di LEGNAGO – VR
"Dall’Isonzo al cielo: appunti si storia aeronautica sul Fronte Orientale"
Alberto BURATO, Ricercatore Storico Militare di GUARDA VENETA – RO
Leonardo RAITO, Università di FERRARA
"Da Bedendo a Doria: gli eroici cavalieri dell’aria polesani nei documenti della Grande Guerra"
Ricciarda AVESANI, Contessa, Direttrice del Museo dell’Aria «San Pelagio» di DUE CARRARE – PD
"Vite spericolate: aviatori polesani nel Veneto dei pionieri"

Ore 17,30 discussione
Ore 17,45 conclusione dei lavori

http://www.guerrabianca.org/html/mostre.htm