




Blog dedicato all'Aviazione Italiana Civile e Militare e alla Sua storia , un riferimento "giornaliero" (se possibile) al sito Aerei Italiani - http://www.aerei-italiani.net - articoli, convegni , mostre, esposizioni e quant'altro appassiona gli storici italiani e non. La collaborazione e' libera e gratuita mandatemi foto , testi , domande riguardanti il volo in Italia di ieri e di oggi e saranno pubblicati.






In questo documentario, dedicato all'aviazione svedese, si parla di Caproni e Reggiane.

le foto , ricordo del servizio militare del nonno di Paolo , Passamonti Emilio Guido classe 1906 originario di Bema in Valtellina (il paese si trova sopra Morbegno). Ha fatto la leva prima a Torino e nel 1926 a La Spezia (quasi sicuramente idrovolanti a Cadimare ).Gorizia, 31 ottobre 2007


Rif: Carlo d’Agostino 330671321 – Resp. Stampa e PR
Fulvio Chianese 3287437712 - Presidente





























Manlio QuarantelliChi sfoglia e analizza le riviste d'aviazione italiane del periodo della seconda guerra mondiale, e in particolare de «L'Ala d'Italia», resta colpito soprattutto per alcune pagine interamente occupate da tavole in bianco e nero, tracciate con estrema maestria disegnativa, e che ritraggono i volti di nostri aviatori distintisi per motivi di servizio. Non è esagerato dire che i disegni occupano spesso la maggior parte delle pagine illustrate della rivista, sino a diventare un complemento indispensabile del testo.
Nel vederle non si può fare a meno di ricordare certi bozzetti che ancor oggi vengono usati dai giornali statunitensi, per ritrarre personaggi e situazioni dei dibattimenti processuali, cui macchine fotografiche e telecamere non sono ammesse.
L'abile illustratore aeronautico italiano (che fu però anche fotografo durante la Grande guerra) di quei tempi era Publio Mangione, figura di primo piano del giornalismo specializzato al punto che molti lettori compravano «L'Ala d'Italia» per vedere e conservare le sue belle tavole, tuttora simbolo della Regia Aeronautica in guerra.
Nato a Roma il 18 settembre 1892 da madre tedesca che era in contatto con gli ambienti artistici di Monaco di Baviera, Mangione ebbe la fortuna di vivere a Parigi tra il 1912 e il 1915, assorbendo in profondità le ispirazioni artistiche della capitale francese che era allora uno dei maggiori fari attrattivi per gli artisti di tutto il mondo.
Rientrato in patria per arruolarsi nelle forze armate, Mangione prestò servizio come soldato semplice nell'81 o reggimento fanteria della Brigata Torino, con il compito di Ciclista presso il Comando della 18 o Divisione (l' 81 o fu uno dei reggimenti che subirono le maggiori perdite durante il conflitto). Nel 1917 passò ad un reparto di mitraglieri e infine nel 1918 conseguì il brevetto di pilota presso la Scuola di volo di Pisa San Giusto, entrando così a far parte delle unità d'aviazione dell' esercito. Terminato il conflitto ritornò in Francia, prima a Parigi, e poi a Reims, dove si stabilì laureandosi in architettura e lavorando come architetto e grafico pubblicitario.
Rientrato in Italia, venne richiamato in servizio come pilota di velivoli da bombardamento, e inviato sul fronte greco. In seguito fu però trasferito all'Ufficio stampa in qualità di fotografo e cineoperatore di guerra. e le sue immagini degli apparecchi italiani in combattimento sono tuttora una fonte documentale di primaria importanza per gli studiosi.
Ma il contributo più distintivo, fu quello delle tavole con i ritratti di piloti, specialisti e tecnici della Regia Aeronautica, nei quali profuse tutto il suo talento di pittore e una non comune abilità poetica: nel 1942 «L'Ala d'Italia» ne pubblicò ben 32 con oltre 120 ritratti diversi e nel 1943 la direzione del periodico, nel lanciare una campagna pubblicitaria per esortare i lettori a diventare abbonati, assunse proprio la collaborazione di Mangione, definito come il pittore maligno, quale motivo per sottoscrivere in anticipo l'acquisto di tutti i numeri dell'anno. «Anche voi», recitava l'annuncio pubblicitario, diretto al personale dell'aeronautica, «potrete ritrovarvi tra gli aviatori che hanno attratto l'attenzione ed ispirato il pennello di Mangione. Avrete così un bellissimo ricordo dei vostri camerati- un magnifico ricordo della vostra vita di guerra»52.
C'è da giurare che data l'abilità dell'autore e la sua passione, la produzione avrebbe dovuto essere anche più elevata, dato il successo conseguito tra i lettori. Ma le vicende belliche provocarono la fine della rivista e quindi pure la temporanea sospensione della produzione del ritratti sta, che comunque non si ritirò certo dal mondo del giornalismo.
Passato per coerenza nelle file della Repubblica Sociale Italiana, entrò a far parte dell' Ufficio Stampa e propaganda dell' aviazione repubblicana; in tale ruolo illustrò e diresse la rivista dell' Anr intitolata «AR 44», che tuttavia ebbe vita molto breve.
A titolo personale si impegnò per salvare la vita a numerosi partigiani, nei giorni turbino si della lotta di liberazione. Terminato il conflitto e tornato a Roma, sviluppò numerose altre iniziative editoriali, alcune delle quali davvero innovative: tra esse «Sette anni di guerra», fotostoria della seconda guerra mondiale uscita a dispense settimanali e nella quale l'ispirazione chiaramente di destra non andava a detrimento dell'abbondante documentazione prodotta.
In seguito diresse e curò graficamente le riviste «Cielo», «Club Cassandra» e «Volare», oltre a collaborare con Armando Silvestri a «Ali Nuove». Si spense a Roma nel 1975.
Mangione rivelò sempre una fortissima passione per il volo e 1'ambiente aviatorio in genere, che seppe ritrarre con grande maestria e abilità poetica, non disgiunte da una vena ironica che gli fu caratteristica e contribuì non poco a rendere le sue tavole gradite al pubblico.
La storia, non è solamente una lunga trascrizione di date e di eventi, né, esclusivamente, una identificazione politica di ideologie, come è avvenuto in Italia, negli ultimi sessanta anni e neppure la falsificazione della verità, la Storia, quella che identifica il percorso dei popoli è la scrittura della vita di uomini e donne, nel contesto di realtà, nelle quali questi sono vissuti, da protagonisti, da testimoni, da inconsapevoli comprimari.
E' per questo motivo, che, nel ventesimo anniversario del Centro Studi e Ricerche Storiche "Silentes Loquimur", desideriamo sottolineare questa visione della Storia, con la pubblicazione di quattro opere, dedicate ad uomini, che, della Storia, furono e sono Protagonisti.
Dopo, la ricostruzione della vita e delle vicende di Claudio Fogolin, fondatore della LANCIA SPA, della tragedia di Norma Cossetto, martire istriana del genocidio, avvenuto sul Confine Orientale e della ricerca della Patria, a cavallo tra secondo e terzo millennio, di cui sono l'autore, il percorso della Verità, continua con la ricerca storica di Franco Giuseppe Gobbato, già presente, nella Collana Adria Storia, con il volume su Borovnica ed i Campi di Concentramento dell'ex Jugoslavia, che ha ottenuto prestigio si premi e segnalazioni, in concorsi letterari e di settore, dedicata alla vita di un Eroe, di un Combattente, che nella Seconda Guerra Mondiale, mantenne il suo ideale intatto, nonostante le lacerazioni di una Guerra Civile, che impose scelte ingiuste a chi credeva solo nei valori della vita, dell'onore, del dovere e della lealtà.
La storia del pilota Sanson, non è solo la ricostruzione e la memoria dei successi ottenuti in quel cielo dove aveva " .. .le nuvole per ali ... " e dove, sfidando avversari di eguale valore, si ricoprì di gloria, di riconoscimenti al valor militare, di encomi, ma anche a guerra finita, di una temporanea, ma vergognosa, discriminazione, per le scelte compiute, solo in funzione della difesa degli italiani, offesi e colpiti da duri bombardamenti, che la guerra rendeva ineluttabili ... è la scrittura attenta, fatta di ricordi, di documenti, di un colloquio, lucido e preciso, con il protagonista, di un esame dei sentimenti provati, custoditi in un animo nobile e semplice allo stesso momento, di chi ha saputo alzarsi in volo per la Patria, per affrontare la Vittoria o la Morte.
Franco Giuseppe Gobbato, è un ricercatore, raffinato e preciso, che da della Storia un visione corredata di prove, di ricostruzioni verificate, di attenti approfondimenti, lasciandoci consci di avere percorso con lui, momenti e vicende, storicizzanti in maniera convincente.
E' per questo che lo accogliamo di nuovo nella nostra collana, restando in attesa di nuovi percorsi di ricerca e memoria, di cui saremo orgogliosi, anche in futuro.
Ai lettori, affidiamo le pagine di Franco...a lui auguriamo un buon lavoro, per un futuro, che vorremmo percorrere insieme.
Pordenone 15 Luglio 2007
Marco Pirina
Presidente del Centro Studi e Ricerche Storiche “Silentes Loquimur”
Quando ho avuto l'occasione di scrivere la biografia di uno degli assi dell'aviazione della seconda guerra mondiale, nella persona del Pilota Attilio Sanson, non immaginavo di dovermi addentrare in una realtà che, alquanto stranamente, pur essendo inserita con importanza strategica nella logica della guerra stessa, ne è un tassello che sembra vivere di vita propria e in un mondo proprio. Credo che gli aviatori, nell'ultima guerra, siano stati gli ultimi uomini "d'onore" a combattere. Vuoi forse per il fascino innato che nell'uomo ha sempre suscitato il volo, vuoi per l'impossibilità, quasi sempre, di sottrarsi al duello, questi uomini si sono considerati tra loro, indipendentemente dalla nazionalità e appartenenza di "asse", dei gentiluomini e in tale modo nella maggior parte dei casi si sono comportati. Non fa difetto di ciò il personaggio in questione. La notevole documentazione che si possiede e la bibliografia che, se non espressamente del soggetto, parla delle squadriglie di cui ha fatto parte mi hanno aiutato a tracciare le linee fondamentali della sua vita che ho deciso di integrare con una cronologia generica degli eventi al fine di porre in evidenza le eventuali discrepanze fra ciò che realmente stava succedendo e ciò di cui era a conoscenza. Mi sono state di notevole aiuto le lettere che lui ha scritto instancabilmente, almeno dal 1939 al 1943, al ritmo di una o due alla settimana, con ricchezza di particolari, ai propri genitori che sono state un compendio eccezionale alla stesura della biografia. Ne è uscito non solo la possibilità di cogliere il personaggio da un punto di vista militare e umano, innamorato del volo e della Patria, sempre attento agli amici e ai parenti, ma anche di cogliere il pensiero più recondito dell'uomo travolto dagli eventi, del combattente a volte esaltato, probabilmente dall'ideologia, a volte sorretto dalla speranza, creata certezza, di tornare vincitore o almeno vivo, e di vivere, come in prima persona vissute, esperienze di paesaggi e battaglie ormai lontane nel tempo. Salta inevitabilmente agli occhi in questo suo modo di vivere la vita dei diciotto-vent'anni di un tempo la contrapposizione in tutto con la realtà di oggi. Lontane nel tempo ed assurde sembrano anche le "differenze" alle quali fu sottoposto quest'uomo perché nella sua carriera ci fu la scelta dell'appartenenza alla Aeronautica Nazionale Repubblicana, nella Repubblica Sociale Italiana, dopo il fatidico 8 settembre 1943. Scegliere con chi scendere in campo fu inevitabile per tutti e difficile da giudicare nel bene o nel male anche dopo tanto tempo. Resta il pensiero di chi quella scelta ha fatto e vissuto fino infondo pagandone le conseguenze. Per il Pilota Sanson fu una scelta di coraggio e coerenza anche perché fatta oltre che nella piena libertà anche nella conoscenza e consapevolezza dell'evolversi nefasto degli eventi, almeno per la sua fazione. Lui fu uno dei fortunati e riuscì a ri-inserirsi in aeronautica e a proseguire una bella carriera, non senza averne pagato uno scotto temporaneo. Dalla sua biografia, e credo in ciò di trovar conforto tra chi ha avuto il piacere e 1'onore di conoscerlo, si può trarre la vita di un uomo innamorato prima di tutto del volo, prima ancora dell'ideologia, al punto da dedicargli tutto se stesso. Anche oggi, quando ne parla, i suoi occhi brillano di una luce diversa, intensa, sospesa tra le passate avventure, belle e brutte, l'attuale situazione che come suoI dire in gergo aviatorio è "in fase di atterraggio con il carrello già fuori", e la futura dove io sono convinto i suoi occhi si vedono librare liberi e sicuri nel cielo con le nuvole per ali.
Ringrazio per avermi segnalato la storia ed avermi introdotto nella famiglia Sanson, l'amico fraterno Sergio Marino; per le attente e puntuali correzioni l'insegnante Maria Caterina Scarpis; per l'onore concessomi, per la pazienza ed il tempo che mi hanno dedicato, la Signora Ledda Posocco Sanson e il Comm. Sanson Attilio a cui và la mia più sincera stima ed ammirazione.
Qui invece una batteria anti-aerea italiana in azione in Africa Settentrionale, con l'immancabile aereo inglese abbattuto
Bomberguy colpisce ancora una volta qui in azione il Caproni Stipa

