mercoledì 31 ottobre 2007

Info su Macchi M.24 e servizio militare -

Paolo Passamonti dalla Svizzera , mi ha inviato diverse email con queste due foto :

le foto , ricordo del servizio militare del nonno di Paolo , Passamonti Emilio Guido classe 1906 originario di Bema in Valtellina (il paese si trova sopra Morbegno). Ha fatto la leva prima a Torino e nel 1926 a La Spezia (quasi sicuramente idrovolanti a Cadimare ).
Nelle foto il nonno di Paolo e' secondo da sinistra ( sulla prima ) e secondo da sinistra seconda riga ( sulla seconda).

La famiglia cerca informazioni, oltre di Passamonti Emilio Guido, anche del suddetto luogo e periodo militare, nonche' dei commilitoni del nonno; prego mandatemi una email o fate un commento al presente post.

Da quello che mi pare di aver capito si tratta di un Macchi M.24 con motori Lorraine:

Da Storia degli Aerei d'Italia – Edizioni Cielo - 1961

Progettato e costruito nel 1923 questo idrovolante da bombardamento e ricognizione costituiva una evoluzione della formula a scafo centrale che la Macchi seguiva ormai da anni. E' stato uno dei più caratteristici aerei della ripresa della nostra Aeronautica Militare dopo la sua costituzione in Arma indipendente; rimase in produzione sin verso il 1927 e fu realizzato in numerose versioni, tra l'altro anche per usi civili; particolarmente interessanti gli esperimenti che vennero eseguiti con un macchi M.24 adattato al lancio di un siluro, l'arma veniva montata inferiormente all'ala più bassa nella parte prossima allo scafo. Nel 1925 si distinse un idro di questo tipo che effettuò un viaggio sul percorso Varese – Amsterdam – Copenaghen – Stoccolma – Leningrado – Varese.
Questo idro aveva struttura metallica, le ali erano controventate da robusti montanti a W; impennaggi di tipico disegno macchi; lo scafo munito di doppio redan e sotto l'ala inferiore erano appesi due galleggianti in tandem, uno azionante elica trattiva e l'altro propulsiva. Il primo tipo aveva 2 motori Fiat A-12 bis ciascuno da 290cv; l'M24 bis montava già motori Lorraine da 400CV oppure degli Isotta Fraschini da 500 e aveva l'ala inferiore ingrandita (portando la superficie totale da 90 a 100mq) e le estremità mozze; la versione M.24ter aveva due Isotta Fraschini “Asso” da 510 cv e la superficie alare ridotta a 105mq. Arrotondando le estremità alari. L'armamento difensivo era costituito da 2 mitragliatrici brandeggiabili poste in torrette sulla prua dello scafo e centralmente dopo l'ala; il munizionamento di caduta poteva raggiungere un massimo di 800 kg.


Da Aeroplani 1923-2003 Gribaudo editore - 2003

Con l'M 24 l'Ing Alessandro Tonini della Macchi realizzò, nel 1924, il primo idrovolante a scafo centrale e galleggianti alari, espressamente indicato per il lancio dei siluri.
Biplano triposto, era dotato di due motori in tandem Fiat A 12 bis, posti su un castello fra le due ali sopra lo scafo e azionanti due eliche quadripala.

L'armamento difensivo era costituito da 2 mitragliatrici brandeggiabili, una a prua e l'altra sul dorso nella parte posteriore; il siluro era alloggiato dentro lo scafo e protetto da saracinesche che venivano aperte nella fase di lancio.
Questo idro ebbe un discreto successo commerciale sia nella versione civile che militare; nel 1925 due M24 pilotati da Umberto Maddalena e da Guascone Guasconi effettuarono una crociera nel Nord Europa ( Varese, Copenaghen, Leningrado e ritorno ) che si concluse al rientro su un ghiacciaio dello Spluga a causa di una violenta tempesta di neve. Nel 1926 equipaggiava le Squadriglie 190° e 191° dell'86° Gruppo BM dell'8° Stormo Misto.

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