mercoledì 17 ottobre 2007

Publio Mangione

Discorrendo con Maurizio Moscatelli mi sono accorto che di Publio Mangione non esiste in rete molto ed allora ho confezionato questo piccolo post, il materiale fitografico mi e' stato sempre mandato da Maurizio:



Alcuni ritratti di Publio Mangione:

Carlo Emanuele Buscaglia


Giulio Cesare Graziani


Adriano Mantelli

Manlio Quarantelli


scritti tratti dal libro Le Ali Del Ventennio di Massimo Ferrari - articolo La Stampa Aeronautica Italiana in Epoca Fascista di Massimo Ferrari . Pag.92-93-94 -editore Franco Angeli



Chi sfoglia e analizza le riviste d'aviazione italiane del periodo della seconda guerra mondiale, e in particolare de «L'Ala d'Italia», resta colpito soprattutto per alcune pagine interamente occupate da tavole in bianco e nero, tracciate con estrema maestria disegnativa, e che ritraggono i volti di nostri aviatori distintisi per motivi di servizio. Non è esagerato dire che i disegni occupano spesso la maggior parte delle pagine illustrate della rivista, sino a diventare un complemento indispensabile del testo.

Nel vederle non si può fare a meno di ricordare certi bozzetti che ancor oggi vengono usati dai giornali statunitensi, per ritrarre personaggi e situazioni dei dibattimenti processuali, cui macchine fotografiche e telecamere non sono ammesse.

L'abile illustratore aeronautico italiano (che fu però anche fotografo durante la Grande guerra) di quei tempi era Publio Mangione, figura di primo piano del giornalismo specializzato al punto che molti lettori compravano «L'Ala d'Italia» per vedere e conservare le sue belle tavole, tuttora simbolo della Regia Aeronautica in guerra.

Nato a Roma il 18 settembre 1892 da madre tedesca che era in contatto con gli ambienti artistici di Monaco di Baviera, Mangione ebbe la fortuna di vivere a Parigi tra il 1912 e il 1915, assorbendo in profondità le ispirazioni artistiche della capitale francese che era allora uno dei maggiori fari attrattivi per gli artisti di tutto il mondo.

Rientrato in patria per arruolarsi nelle forze armate, Mangione prestò servizio come soldato semplice nell'81 o reggimento fanteria della Brigata Torino, con il compito di Ciclista presso il Comando della 18 o Divisione (l' 81 o fu uno dei reggimenti che subirono le maggiori perdite durante il conflitto). Nel 1917 passò ad un reparto di mitraglieri e infine nel 1918 conseguì il brevetto di pilota presso la Scuola di volo di Pisa San Giusto, entrando così a far parte delle unità d'aviazione dell' esercito. Terminato il conflitto ritornò in Francia, prima a Parigi, e poi a Reims, dove si stabilì laureandosi in architettura e lavorando come architetto e grafico pubblicitario.

Rientrato in Italia, venne richiamato in servizio come pilota di velivoli da bombardamento, e inviato sul fronte greco. In seguito fu però trasferito all'Ufficio stampa in qualità di fotografo e cineoperatore di guerra. e le sue immagini degli apparecchi italiani in combattimento sono tuttora una fonte documentale di primaria importanza per gli studiosi.

Ma il contributo più distintivo, fu quello delle tavole con i ritratti di piloti, specialisti e tecnici della Regia Aeronautica, nei quali profuse tutto il suo talento di pittore e una non comune abilità poetica: nel 1942 «L'Ala d'Italia» ne pubblicò ben 32 con oltre 120 ritratti diversi e nel 1943 la direzione del periodico, nel lanciare una campagna pubblicitaria per esortare i lettori a diventare abbonati, assunse proprio la collaborazione di Mangione, definito come il pittore maligno, quale motivo per sottoscrivere in anticipo l'acquisto di tutti i numeri dell'anno. «Anche voi», recitava l'annuncio pubblicitario, diretto al personale dell'aeronautica, «potrete ritrovarvi tra gli aviatori che hanno attratto l'attenzione ed ispirato il pennello di Mangione. Avrete così un bellissimo ricordo dei vostri camerati- un magnifico ricordo della vostra vita di guerra»52.

C'è da giurare che data l'abilità dell'autore e la sua passione, la produzione avrebbe dovuto essere anche più elevata, dato il successo conseguito tra i lettori. Ma le vicende belliche provocarono la fine della rivista e quindi pure la temporanea sospensione della produzione del ritratti sta, che comunque non si ritirò certo dal mondo del giornalismo.

Passato per coerenza nelle file della Repubblica Sociale Italiana, entrò a far parte dell' Ufficio Stampa e propaganda dell' aviazione repubblicana; in tale ruolo illustrò e diresse la rivista dell' Anr intitolata «AR 44», che tuttavia ebbe vita molto breve.

A titolo personale si impegnò per salvare la vita a numerosi partigiani, nei giorni turbino si della lotta di liberazione. Terminato il conflitto e tornato a Roma, sviluppò numerose altre iniziative editoriali, alcune delle quali davvero innovative: tra esse «Sette anni di guerra», fotostoria della seconda guerra mondiale uscita a dispense settimanali e nella quale l'ispirazione chiaramente di destra non andava a detrimento dell'abbondante documentazione prodotta.

In seguito diresse e curò graficamente le riviste «Cielo», «Club Cassandra» e «Volare», oltre a collaborare con Armando Silvestri a «Ali Nuove». Si spense a Roma nel 1975.

Mangione rivelò sempre una fortissima passione per il volo e 1'ambiente aviatorio in genere, che seppe ritrarre con grande maestria e abilità poetica, non disgiunte da una vena ironica che gli fu caratteristica e contribuì non poco a rendere le sue tavole gradite al pubblico.




Nessun commento: