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mercoledì 6 dicembre 2017

Il Volo Roma Addis Abeba del 1939 tratto da Aeronautica del GENNAIO 1996

IL VOLO ROMA- ADDIS ABEBA DEL 1939

tratto da aeronautica Gennaio 1996


Agli inizi del 1939 il giornale "Il Popolo d'Italia" di Milano mise in palio una targa per il miglior tempo sul percorso aereo Roma-Addis Abeba, da tre anni capitale dell'impero italiano in Africa Orientale. L'iniziativa aveva diversi scopi, dalla celebrazione del collegamento tra le due capitali, quella nazionale e quella dell'Impero, al collaudo per una eventuale nuova linea aerea civile della quale si prevedeva la necessità per i collegamenti, che si stavano intensificando, con l'Africa Orientale. 

Il BR. 20L "Santo Francesco"


Alla gara aderirono subito vari equipaggi, dei quali il primo a iscriversi e partire fu quello composto da Leonardo Bonzi e Giovanni Zappetta che, su un monoplano da turismo Nardi F.N. 305D con motore da 180 CV, coprirono il percorso di 4500 km, in 18 ore e 49 minuti alla media oraria di 240 km/h. Era il primo record. 

Il secondo volo, che venne appoggiato oltre che dal "Popolo d'Italia" anche dal quotidiano milanese "La Stampa" di Torino, venne effettuato il 6 e 7 marzo 1939 con un equipaggio di prim'ordine composto dal capitano Giuseppe (Peppo) Mazzolti, di 28 anni e con ottimi precedenti di Accademia, dal secondo pilota tenente Ettore Valenti, che sostituì il maresciallo Francesco Fortunato inizialmente prescelto, dal maresciallo radiotelegrafista Silvio Pinna e dal motorista della Fiat Guerrino Guerrini. Come comandante dell'equipaggio figurava Maner Lualdi, ventisettenne giornalista già affermato e con un notevole curriculum di volo alle spalle. 

Quando Maner Lualdi ottenne dagli ambienti politici e militari il benestare per effettuare il volo senza scalo RomaAddis Abeba scelse per la formazione dell'equipaggio come era logico, tra i piloti e i tecnici di sua conoscenza. Il capitano Mazzotti fu il primo invitato avendo già partecipato con Lualdi al tentativo di record Roma-Tokio, finito si piuttosto male, ma servito anche come collaudo sia dell'aereo che dell'equipaggio. Seguirono poi il maresciallo Francesco Fortunato e gli altri. Dopo la rinuncia di Fortunato a partecipare all'impresa, Mazzotti scelse subito, tra i piloti di sua fiducia, Ettore Valenti. Mazzotti e Valenti erano reduci dall'addestramento e dall'attività aerea dei "Campi della Brughiera" dove si era cementato tra loro un fraterno legame. 

Quei cinque campi della Brughiera, ricorda l'autore, così tanto legati alla storia dell'aviazione italiana e sui quali numerosi aviatori, molti dei quali divenuti poi famosi, hanno messo le ali: Lonate Pozzolo, Cameri, Vizzola Ticino, Cascina Costa, Malpensa. 

L'aereo ritenuto idoneo alla transvolata fu il Fiat BR.20L, sostanzialmente un bombardiere BR.20 modificato con l'asportazione delle apparecchiature belliche che lo appesantivano inutilmente dotato di serbatoi supplementari per ampliarne l'autonomia: così modificato poteva sollevare un carico superiore al proprio peso, condizione indispensabile in quella occasione per il forte sovraccarico di combustibile imbarcato. Il B.R. 20 era propulso da due motori radiali Fiat A.80 da 1.000 CV ciascuno grazie ai quali potè arrivare, durante la transvolata, ad una velocità di 475 km/h. La strumentazione era quella degli aerei da bombardamento del tempo: telebussola giroscopica, un contagiri sperimentale e la stazione radio telegrafica e radiogoniometrica erano quelle in uso alla Regia Aeronautica. 

Furono fatti vari voli di collaudo sia per controllo della meccanica dell'aereo sia dell'affiatamento dell'equipaggio; le prove di omologazione dettero ottimi risultati e confermarono l'affidabilità del B.R. 20 L, che fu immatricolato I-FIAT e dedicato al Santo di Assisi "Santo Francesco". Quattro mesi prima con lo stesso aereo era stato tentato il record sul percorso Rorna-Tokio di oltre 12.000 km che peraltro non ebbe, come primato, molta fortuna. 

Alle ore 22,25 del 6 marzo 1939 vi fu finalmente la partenza dall'aeroporto di Guidonia. Ma lasciamo la descrizione del volo allo stesso Peppo Mazzotti così come riportata dal giornalista Santi Corvaja sul "Giornale di Sicilia" del25 luglio 1979, in occasione del quarantennale dell'impresa: 
Il Nardi FN.305D

"La scelta del velivolo, ricorda Peppo Mazzotti, cadde sul magnifico bimotore allora già ai reparti dell' Aeronautica: il "BR 20" vero purosangue della Casa torinese, progettato dall'ing. Celestino Rosatelli, creatore di macchine d'una robustezza proverbiale. 

L'aereo era stato modificato per lo scopo: asportata la torretta della mitragliatrice di prua e tutta l'incastellatura bellica, avevano trovato posto serbatoi più capaci per un'autonomia di 5.000 chilometri. 

I due motori Fiat A.SO di complessivi 2000 HP. consentivano di sollevare in aria un carico di circa 5000 kg. mentre il peso a vuoto era di 4500 kg. 

Velocità massima 450-475 km/h a 4000 m. di quota. La strumentazione di bordo era quella in dotazione ai velivoli di serie da bombardamento. 

A Guidonia imbarcammo grossi pacchi di giornali, "La Stampa" e "Il Popolo d'Italia", appositamente stampati con la data del 7 marzo 1939. 

Avevamo ottenuto il permesso di attraversare l'Egitto e il Sudan a condizione di seguire là' rotta Roma-Cairo-Aswàn-Kartum-Oallabat-Addis Abeba. Però tale "sentiero" ci avrebbe allungato il volo di qualche centinaio di chilometri, mentre la via più breve, per ortodromia, va da Derna a Cufra, al suo traverso dritto, supera Serir Nerastro e quindi entra in Etiopia attraverso le Ambe di Goggiàm. 

E fu questa la rotta da noi scelta, in barba agli inglesi che allora comandavano in Egitto. Alle l,50 del 7 marzo sorvolammo Apollonia (Libia) in perfetto orario sulla tabella di marcia. 

Inoltratici sul deserto, la radio cessò di esserci utile per il fenomeno conosciuto come "effetto notte" che allora creava difficoltà alla navigazione aerea.
Il Cap. Mazzotti ed il ten. Valenti scendono dall'aereo ad Addis Abeba

A Roma sentivano le nostre chiamate, mentre noi non sentivamo loro. 

E un momento magico per gli aviatori italiani. Bisogna guadagnare chilometri su chilometri nel buio e nel silenzio più ermetici. 

Lualdi si prepara alle fatiche "ufflciali" dell'indomani facendo una dormitina sul lettino, in fusoliera; ma anche Pinna, disoccupato, si concede il pisolino, pur restando seduto al suo sgabello. 

Mazzotti guarda la carta di navigazione e le stelle, la bussola e l'altimetro, Valenti saldamente attaccato al volantino, Guerrini ha solo un occhio chiuso ma le orecchie aperte sul suono dei motori. 

Soffia un forte ghibli (vento caldo da sud) che rallenta la velocità del "BR 20". Ciò costringe i piloti a salire di quota per preservare dalla sabbia impalpabile i motori privi di filtri. Alle 5,25 l'aereo è al traverso di Wadi-Halfa la cui stazione radio, come d'accordo, continua a fornire i suoi rilevamenti. 

All'alba si sveglia Lualdi e Guerrini distribuisce del cognac per festeggiare il Nilo. L'aereo si mette su rotta bussola 176. Cominciano le prime chiamate e i primi messaggi augurali che mandano su tutte le furie l'attento Pinna. 

Anche quando giunge il saluto del Duca d'Asta, vicerè d'Etiopia. 
La targa messa in palio per il volo 

Ad Addis Abeba, dopo 4575 chilometri, il trionfo attende i valorosi piloti e specialisti italiani. 

Il volo fruttò all'equipaggio la "targa" messa in palio dal "Popolo d'Italia e l'iscrizione dei nomi nel libro d'oro dei primatisti internazionali. 

Ma non era finita. Perché nel volo di ritorno gli inglesi fecero pagare agli uomini del "BR 20" la "contravvenzione" dell' andata. 

Lo spassoso episodio, Mazzotti lo ricorda così: "Giunti al Cairo, dove atterrammo, fummo invitati a starcene agli arresti in un albergo del centro, che noi regolarmente bigiammo per andarci a vedere lo spettacolo del corteo reale di Faruk, succeduto al padre morto da poche settimane e che era un sincero amico dell'Italia. 

Grazie all'intervento del nostro ambasciatore Vezzolini e del governatore della Libia, Italo Balbo, l'incidente fu risolto subito e senza strascichi, permettendoci di proseguire il volo verso la madrepatria." 



domenica 19 novembre 2017

Saluto al Trimotore SM. 79, un caro e vecchio amico.

da Aeronautica Giugno 1996

Saluto al Trimotore SM. 79, un caro e vecchio amico. 


di Giuseppe Scarpulla 



A te, caro ed indimenticabile "S 79", a distanza di oltre 50 anni dal nostro ultimo incontro avvenuto alla fine del conflitto 1940-43, rivolgo un pensiero riconoscente ed affettuoso per essermi stato amico, per più anni, in pace ed in guerra, di giorno e di notte, col sole o con la pioggia, col sereno o con la caligine più nera, ma soprattutto in quei tre anni così particolari. 

A me non è mai piaciuto che il nemico ti abbia gratificato del nomignolo di "Gobbo Maledetto". Ma tale epiteto significava bene quale fosse la tua personalità e perchè ti fosse stato affibbiato. lo, invece, preferivo che fossi chiamato col tuo nome di battesimo e cioè "Sparviero" giacchè a tale rapace somigliavi per velocità e grinta. 

Le tue qualità di maneggevolezza, di ripresa e di versatilità fecero sì che la Regia Aeronautica ti impiegasse, per anni, in tutti i fronti, come bombardiere diurno e notturno, siluratore, ricognitore, mitragliatore su unità terrestri, scorta a convogli navali, ecc. Altri Paesi ti hanno utilizzato sia come velivolo militare sia come rapido mezzo di trasporto aereo civile. 

In otto anni di vita, sei stato prodotto in circa 1.300 esemplari. I primi furono impiegati con successo anche in competizioni internazionali di velocità; gli ultimi, ahimè, per il traino di bersagli in esercitazioni di tiri antiaerei. 

Si è detto e scritto che tu avessi alcuni difetti quali la poca stabilità in quota, l'eccessiva sensibilità dei comandi, l'instabilità nelle perturbazioni atmosferiche ed altro. Ciò è in parte vero: ma quanti pregi avevi a fronte di così pochi difetti che non erano più notati da chi ti prendeva in confidenza! 

Il SM79 in volo

Eri solido, incassatore imperturbabile di offese provenienti dall' aria o da terra, agile, potente ed in grado di volare anche con due dei tre motri di cui eri dotato. Se tu, come auspicavamo, fossi stato fornito di motori più potenti (non da 680 ma da 1.000 cavalli) di quali più esaltanti prestazioni saresti stato capace! 

In guerra fosti impiegato da 15 Stormi e da vari Gruppi autonomi. Ora, di tanta gloria, rimane il ricordo nei libri scritti per celebrare la prestigiosa vita da te vissuta; rimane il ricordo di chi, nella buona e nella cattiva sorte, ti ebbe compagno fedele. Rimane, soprattutto, l'affetto tenace ed ancora sentito di coloro che con te ebbero la ventura di vivere ore di irripetibile esaltazione in volo e di trepidante ansia in azioni di guerra 

Chi, infatti, potrà dimenticare la tua voce? Ringhiosa all'occorrenza, ma pacata, serena, suadente, rassicurante nei lunghi voli. In partenza, al decollo, le tue tre eliche con passo variabile, sospinte dalla forza dei tuoi motori, avvertivano col loro inconfondibile "gnau ... gnau .. " che ti assestavi nelle condizioni ottimali di rendimento. In volo, il costante "uuuhau ... uuuhau" dei propulsori ci diceva che tutto procedeva bene e che soltanto dal nemico avrebbe potuto giungere offesa o pericolo; da te giammai, perché eri amico fidato e fedele. 

Filavi a 400 chilometri l'ora e salivi sino a 5.000 metri con disinvoltura; avevi sei ore di autonomia e potevi percorrere, senza scalo, più di 2.000 km. Tali caratteristiche erano allora davvero notevoli. In combattimento o sulle artiglierie contraeree potevi essere pilotato quasi come un velivolo da caccia giacché consentivi manovre brusche oppure voli in formazione assai serrata per la più efficace difesa con le armi di bordo. 

In atterraggio eri docile: prendevi il vento sensibile come un uccello e potevi essere indotto in una scivolata d'ala a destra a sinistra, se eri "lungo", quasi come foglia planante nel vento. Le tue alette Handiey - Page entravano o uscivano automaticamente, a seconda dell'occorrenza, ed il pilota ti sentiva come parte di se stesso s'al rotolare delle tue ruote sulla pista. 

Anche al decollo, da pista erbosa o in cemento, eri docile alla mano esperta agendo a dovere sui comandi e sulle mane.te, era facile farti partire con qualsiasi tipo di vento teso o a raffiche. I tuoi motori Alfa 126 e 128 non fecero mai capricci, nonostante le approssimative revisioni che i motoristi riuscivano a fare miracolosamente sulle piazzole di parcheggio, senza adeguata attrezzatura, ma con le loro ineguagliabili professionalità e passione. 

E chi, se non tu, sarebbe stato in grado di riportare alla base l'equipaggio - e cioè cinque giovani vite - privo di quasi meta dell'ala destra addentata ed asportata dalla furia del mare in tempesta durante una drammatica manovra di scampo da pericolo mortale? Mutilato, ma tetragono alla malasorte, non ti arrendesti al mare, ma lasciandogli una parte di te continuasti, caparbio e tenace, il lungo volo di rientro. Atterrasti così: monco e malridotto, l'equipaggio illeso, lo Stormo incredulo ed entusiasta. Fosti riparato, curato e guarito col amore e tornasti a cantare la gloria della '"ita. Nella vicenda non ti pilotava un asso dell'aeronautica ma un tenentino di complemento: uno di noi, uno dei tuoi amici. 

Così ti ricordiamo io e tanti altri che come me, ebbero la ventura di affidarti :" loro giovanissime esistenze nel compimento del loro dovere. A te moltissimi debbono, la vita. 

Di te, ora, sopravvivono due soli esemplari custoditi in musei, ma di te rimane in noi l'affettuoso ricordo riservato all' arnie: più caro. 

Se si potesse creare un paradiso degli aviatori, vorrei che tu vi fossi collocato il diletto e la gioia dei chiamati alla glori dell'eterna felicità. 

venerdì 24 gennaio 2014

San Valentino in Mongolfiera Aosta 14-16 febbraio 2014

San Valentino in Mongolfiera
Aosta 14-16 febbraio 2014


"Se il vostro amore brucia come la fiamma che fa volare in alto le mongolfiere, prendete per mano la vostra dolce metà e regalatevi il sogno di portare il vostro amore a tre(mila) metri sopra il cielo".

A  San Valentino La città di AOSTA fa volare l'amore in alto, cullato dal vento, in una bolla d'aria calda chiamata: Mongolfiera!
Un evento imperdibile che ogni anno viene organizzato dal Team di Charbonnier Mongolfiere, compagnia aerostatica che vanta oltre 30 anni di esperienza nel mondo delle Mongolfiere!

La cornice dell'evento lo rende unico nel suo genere e l'esperienza sarà certo indimenticabile per chi deciderà di abbandonare per qualche ora le frenesie della vita quotidiana lasciandosi trasportare da una bolla d'aria calda, gigante e colorata. In alto nei cieli, cullati dal vento si potranno ammirare panorami da mozzare il fiato.fino quasi a toccare le nuvole.
In assoluto silenzio, si potrà assaporare il contatto con la natura ed abbracciare le bianche vette più alte d'Europa, affacciati ad un balcone sospeso oltre 3000 mt d'altezza.

Chi invece deciderà, per paura o per curiosità, di restare con i piedi ben piantati per terra, guarderà con un po' di invidia i palloni aerostatici sollevarsi alti nel cielo, gustandosi tuttavia lo spettacolo di colori che invaderanno la Piazza Centrale di Aosta. Tutte le mattine dalle ore 9.30 in Piazza Chanoux si potranno osservare da vicino tutte le fasi di preparazione delle  mongolfiere, fino al decollo in cielo aperto. e a quel punto la voglia di prendere il volo sarà irrefrenabile.

Il giorno clou sarà venerdì 14 febbraio, San Valentino, la giornata degli innamorati, in cui verranno organizzati voli speciali per tutte le coppie che vorranno fare un brindisi ad alta quota con la persona amata. quale sorpresa migliore si può fare in un giorno tanto speciale alla persona che si ama ?! Di certo la lascerete a bocca aperta!

Sabato 15 invece sarà organizzato un 'Alp Crossing' per i piloti più esperti. Un volo di lunga distanza che comprende l'attraversamento delle Alpi. La Mongolfiera non si può guidare, è trasportata dal vento e ogni volo ha un tragitto differente. Non c'è da stupirsi se dopo aver sorvolato la catena alpina qualcuno atterri in Svizzera, in Francia o nelle pianure piemontesi. Passare il più vicino possibile al Monte Bianco a  4.810 mt.  sarà, anche quest'anno, un'importante sfida per i piloti più abili ed esperti.
Domenica 16. Decolli simultanei  di tutte le mongolfiere da diverse parti della città per colorare il cielo di Aosta.

Vi aspettiamo per condividere questa grande festa per grandi e piccini  e per tutti coloro che vogliono stupire qualcuno di speciale, per poter dire "ho toccato il cielo con un dito.." e perché in fondo, come si usa dire: "Vola alto solo chi osa farlo!"

Quindi cosa aspettate?! l'emozione sarà indescrivibile, il contatto con la natura intenso e la sensazione di perdersi nei cieli.. unica!

Cordiali Saluti

Team Charbonnier


Per informazioni:
  
t. 0165.765525

email voli@mongolfiere.it
web www.mongolfiere.it

venerdì 29 novembre 2013

Riapre l'aeroporto di Gorizia - 28 novembre 2013

Gorizia 28 nov. 2013 – Comunicato Stampa

RIAPRE L’AEROPORTO DI GORIZIA

Con il “Notam” dell’Enac, una sorta di “avviso ai naviganti”, firmato il 28 novembre l’aeroporto di Gorizia riprende l’attività di volo con l’autorizzazione agli aeromobili del VDS volo da diporto o sportivo ed ai velivoli dell’aviazione generale di utilizzare la pista 04-22 di 700 metri rimessa in efficienza a tempo di record. A breve è confermata la sistemazione delle altre due piste con inaugurazione ufficiale entro la prima metà del prossimo gennaio.



Un’operatività che si deve in modo particolare ai dirigenti dell’Associazione “Duca d’Aosta” che hanno creduto e credono nel futuro di un aeroporto che ha avuto un importante ruolo nella storia dell’aviazione del FVG. Ricordiamo che l’ASD “duca d’Aosta” ha ricevuto la concessione demaniale dell’aeroporto, la certificazione del servizio antincendio e la concessione dell’hangar “Gleiwitz” che à stato a sua cura completamente restaurato.

L’hangar che ospiterà la cerimonia del “taglio del nastro” nel prossimo gennaio è pronto di d’ora ad ospitare gli aeromobili che potranno operare da questo campo di volo. Grandi foto alle pareti ricordano la 38^ Squadriglia che vi ebbe sede ed è stato dedicato l’aeropittore “Tullio Crali” che nei suoi quadri frequentò l’aeroporto e ricordò Gorizia ed i suoi aeroplani.

Si sta anche mettendo a punto l’operatività anche per i soci aeromodellisti, numerosi e molto preparati, che potranno così trovare un luogo adatto per i volo dei loro aeromodelli.

Addetto Stampa C. d’Agostino

Nella foto ASDT “Duca d’aosta” l’hangar Gleiwitz


giovedì 21 novembre 2013

Dal Brasile, nuovo record del mondo di parapendio per l'azzurra Nicole Fedele

Nicole Fedele, campionessa europea in carica e detentrice della coppa del

mondo di volo in parapendio, ha stabilito il nuovo record mondiale femminile
di distanza libera.
L'impresa è avvenuta nel nord est del Brasile, precisamente con decollo da
un pendio nei pressi di Quixadà, cittadina dello stato Cearà a circa 170
chilometri dalla capitale Fortaleza, ed ha impegnato la pilota friulana
oltre nove ore. Al temine Nicole aveva coperto 381 chilometri ad una media
di oltre 42 km/h, toccando 2787 metri di quota massima, in compagnia dei
grossi corvi che popolano questa regione.
Nicole Fedele, traduttrice di Gemona del Friuli (Udine), ha appena compiuto
29 anni e non è nuova a queste imprese. Lo scorso agosto insieme al suo
concittadino ed amico Arduino Persello, che insieme a Marco Zonca l'hanno
accompagnata in Brasile, stabilirono i record mondiali di andata e ritorno,
femminile e maschile, rispettivamente di 280 e 312 chilometri. I voli
avvennero tra Slovenia ed Italia con obbligo di ritorno al punto dal quale
erano decollati ed, ovviamente, senza mai posare i piedi a terra.
Come noto, il parapendio è un mezzo semplice e contemporaneamente esaltante.
Si sostiene in cielo sfruttando le correnti d'aria ascensionali generate dal
riscaldamento del suolo, che sono in pratica il suo motore e la sua benzina.
Il pilota lo conduce seduto in una selletta appesa alcuni metri sotto l'ala
ed a essa collegata tramite un fascio di cordini. Due di questi fungono da
comandi e permettono la chiusura di una semiala o dell'altra. Grazie a
queste operazioni il pilota dirige il mezzo, cercando di raggiungere una
buona quota per poi sfruttare l'efficienza dell'ala per avanzare a caccia di
nuove ascensioni e così via.
Ora Nicole Fedele pensa ad un nuovo record, quello cosiddetto "triangolo
FAI" dall'acronimo della Federazione Aeronautica Internazionale che
convalida i record di tutte le discipline aviatorie. Questo prevede di
decollare e raggiungere due punti sul territorio prima di tornale al punto
di partenza, in modo che il tracciato disegni, appunto, un triangolo con i
vertici il più possibile lontani tra loro. Se dovesse riuscire nell'impresa,
la friulana sarebbe la prima pilota a detenere contemporaneamente i tre
principali record di volo in parapendio, probabilmente meglio dei colleghi
maschi.

Gustavo Vitali
Ufficio Stampa FIVL - Federazione Italiana Volo Libero
http://www.fivl.it
- skype: gustavo.vitali
vitali.stampa (AT) fivl.it

domenica 6 gennaio 2013

CAMPOFORMIDO - L'ORIGINE DELLA ACROBAZIA AEREA - 26 Gennaio 2013


ASSOCIAZIONE CULTURALE 4° ST0RMO 
Gorizia 6 gennaio 2013  Comunicato Stampa

CAMPOFORMIDO - L'ORIGINE DELLA ACROBAZIA AEREA

Sabato 26 gennaio alle ore 18 nella Sala Polifunzionale del Comune di Campoformido sarà presentata la pubblicazione edita da Aviani & Aviani editori “ QUELLI DEL PRIMO – il 1° Stormo nelle immagini, dalle sue origini al 1940” di Roberto Bassi, Fulvio Chianese e Carlo d'Agostino.



La meravigliosa avventura come l'ha definita Renato Rocchi, lo “speaker” storico delle nostre Frecce Tricolori, prese avvio proprio dall'aeroporto di Campoformido sede del 1° Stormo Caccia Terrestre nel 1928, quando alcuni piloti, non soddisfatti di fare evoluzioni ognuno per conto suo, decisero di unirsi in pattuglia e proseguire così tutti insieme: nacque così quella che poi verrà definita “acrobazia collettiva”.

Molti di quei piloti, così come altri colleghi, fra i loro passatempi avevano anche quello della fotografia e scattarono immagini a volte interessanti, a volte belle, a volte meno belle ma comunque documentative di un'epoca e di un modo di vivere. Immagini conservate negli anni ma giunte ai nostri giorni perchè raccolte negli archivi di parenti ed amici per affetto e ben lontani dal pensare di farlo invece anche per “salvare la memoria”!


L'Associazione Culturale 4° Stormo, che fra i suoi scopi ha principalmente quello di non far dimenticare un passato aeronautico di tutto rispetto  della nostra regione, ha scelto fra il notevole materiale fotografico che gli è stato messo a disposizione dalle famiglie, oltre tremila immagini, ed ha dato alle stampe una pubblicazione per i tipi di Aviani & Aviani di Udine, con  il contributo della Fondazione Carigo ed a cura di Roberto Bassi, Fulvio Chianese e Carlo d'Agostino.

“Quelli del Primo – il 1° Stormo nelle immagini, dalle sue origini al 1940” -questo è il titolo – abbraccia un periodo dal 1923 quando fu costituito il 1° Stormo Aeroplani Caccia, fino al 1940 quando l'inizio del conflitto mutò radicalmente le strutture ed i compiti, nonché le sedi operative, della nostra Aeronautica Militare.

E' un vero e proprio viaggio nel tempo che avvicinerà il lettore alle prime Scuole di Volo, per lo più private, che rilasciavano il semplice brevetto di  pilota fino a quelle militari dove sull'aquiletta guadagnata con sudore e fatica, dopo altrettante ma più mirate allo scopo sudore e fatica (ed istruttori puntigliosi ed inflessibili ma capaci di trasformare le aquilette in aquile con artigli) veniva aggiunta la corona turrita di “pilota militare”. E poi via via tutte le varie immagini degli aeroporti dove operavano, primi fra tutti quelli di Campoformido e Gorizia, oppure riguardanti momenti di svago o di  vita bella, interessante, se vogliamo pericolosa, di  piloti e specialisti del 1° Stormo.

sabato 15 settembre 2012

Libro: I Thunder Italiani - Museo dell'Aeronautica GIanni Caproni

Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni - Trento
Sabato 13 OTTOBRE 2012, alle ore 10.30 





Vi aspettiamo per la presentazione del nuovo lavoro editoriale di Luigino Caliaro, "I Thunder Italiani", edito dal GMT-Gruppo Modellistico Trentino di Studio e Ricerca Storica, tributo fotografico ad

uno dei velivoli più importanti della storia della nostra Aeronautica Militare.

All’evento presenzieranno anche quattro ex piloti di F/RF-84 che condivideranno con il pubblico le loro esperienze di piloti di Thunderstreak e Thunderflash negli anni della guerra fredda, commentando anche le foto e i filmati che verranno proiettati nel corso della presentazione.

Vi aspettiamo numerosi e... diffondete la voce! ;-)
 

martedì 5 giugno 2012

Sergio Mazzarella - Libro. "Un secolo del settore aeronautico campano.Una storia poco conosciuta"

Il volume ricostruisce un secolo di storia del settore aeronautico e spaziale campano con una finalità di divulgazione  rivolta anche ai non addetti ai lavori. L’idea è nata dalla constatazione dell’ autore che, approfondendo la realtà del settore per motivi di lavoro e per passione personale, si è reso conto che la conoscenza di tale eccellenza della Campania non solo è poco diffusa nell’opinione pubblica, ma talvolta è frammentaria anche tra gli operatori del settore. 

La storia del settore aerospaziale campano, specializzatosi negli anni  prevalentemente in aerostrutture  per l’ala fissa civile  e in velivoli di aviazione generale,  dimostra come anche nel sud Italia si possano sviluppare eccellenze di assoluto rilievo, smentendo i luoghi comuni negativi ed evidenziando  le capacità tecniche e  manageriali esistenti nel Mezzogiorno. 

Pertanto, anche gli investimenti pubblici fatti nel passato in tale settore sono stati ripagati dallo sviluppo economico e sociale che hanno generato nelle aree interessate e dalle competenze sviluppate dai progettisti, dagli ingegneri e dalle maestranze campane, che spesso sono molto più apprezzate e conosciute all’estero che non nel territorio di origine .

 

 

Sergio Mazzarella, laureato in giurisprudenza, avvocato e specializzato in diritto amministrativo, dopo aver frequentato la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e aver ricoperto incarichi di funzionario pubblico in vari ministeri, a seguito di superamento di concorsi pubblici, è dirigente della Regione Campania e si occupa di attività produttive. Nell’ambito di tale funzione, ha ideato e sviluppato l’iniziativa “Campaniaerospace”  volta a sostenere lo sviluppo e la promozione del settore aerospaziale campano e a favorire la crescita di reti di impresa, anche attraverso l’attivazione di un accordo di programma tra la Regione Campania e il Cira.

Per tale iniziativa, su segnalazione delle aziende del settore, nel 2008 è stato premiato a livello nazionale quale finalista dal “Forum della Pubblica Amministrazione”.

casa editrice "il Denaro" di Napoli, pagine 215, prezzo euro 19 , ordinabile sul sito dell'editore www.ildenaro.it.



sabato 17 dicembre 2011

CHI VOLA VALE - Libro - Storia di aerei ed eroi da una collezione privata Lucio Zanon


CHI VOLA VALE
Storia di aerei ed eroi da una collezione privata
Lucio Zanon




“Un combattimento aereo è come un volo di rondini in una sera d’estate.. a me è sempre piaciuto osservarle.. virate a destra, a sinistra, pochi secondi e tutto finisce”

Raffaele Valenzano, pilota
    
 



Il libro nasce dalla passione di un collezionista e da una serie di modellini di aerei della Regia Aeronautica Italiana, istituita nel 1923 da decreto regio del Regno d’Italia ma già attiva nel 1884 con i primi aerostati da ricognizione, che vanno dal 1920 al 1945. Sono presentati oltre 50 modelli
di aerei da combattimento, dalla prima alla seconda guerra mondiale, e dell’aviazione civile: dal “pioniere” Caproni AP1 al Fiat RS.14, il più bello e manovriero dei nostri idro sino all’ “eterno prototipo” l’IMAM RO.57, per un volume che è un vero e proprio viaggio nell’industria aereonautica italiana con storie di aerei e di eroi.
Le immagini sono corredate da una ricca documentazione d’epoca: manifesti, giornali, manuali di aviazione, schede tecniche e racconti sulla vita dei piloti che hanno scritto la storia della nostra aviazione come Francesco Baracca, asso italiano della Grande Guerra.
L’opera è prima di tutto il racconto di una collezione costruita in molti anni di appassionata ricerca ed è arricchita, per ogni soggetto, da un’attenta ricerca storica.




Lucio Zanon laureatosi in giurisprudenza all’Università di Torino nel 1979 ha successivamente conseguito il titolo di Master of Laws presso la London School of Economics a Londra. Rientrato in Italia, ha esercitato la professione legale dal 1981 al 1985 pubblicando numerosi scritti sul tema del Diritto della Concorrenza della CEE. Dal 1985 è esponente del vertice aziendale del gruppo bancario Credito Emiliano – CREDEM e ha contribuito attivamente, in questi venticinque anni, al successo economico ed alla crescita costante dell’istituto. Nel 1989 è stato tra i soci fondatori del Gruppo Fenera, holding di partecipazioni con attività diversificate nei settori industriale, immobiliare e bancario-finanziario, di cui é attualmente Presidente e Amministratore Delegato. Nel 2009 è stato insignito dell’onorificenza dell’Ordine al “Merito del Lavoro” della Repubblica Italiana, acquisendo pertanto il titolo di Cavaliere del Lavoro.




Sommario

CHI VOLA VALE
Storia di aerei ed eroi da una collezione privata
Lucio Zanon

30 x 28 cm
256  pagine
250 immagini a colori
42 euro

In libreria da dicembre 2011

venerdì 29 gennaio 2010

Museo Aeronautica Caproni Trento - Appuntamenti per insegnati Febbraio 2010

Martedì 02 febbraio, 16.30-18.30
"La forza dell'aria. Imparare a volare divertendosi"
Dedicato ai docenti della Scuola dell'Infanzia e della Scuola Primaria.

Venerdì 05 febbraio, 16.30-18.30
"La fisica del volo. Nuovi contesti per imparare le leggi della fisica"
Dedicato ai docenti della Scuola Secondaria di I e II grado.

La partecipazione è gratuita-
Per motivi organizzativi, è gradita la pre-iscrizione compilando l'apposito modulo scaricabile all'indirizzo

http://www.mtsn.tn.it/perlascuola/teinsegnanti09-10.asp


Notizia Via Pagina Museo Caproni Facebook

mercoledì 2 luglio 2008

Raiuno vola con mongolfiere.it

A 3.000 metri sulle montagne della Valle d'Aosta, uno dei voli in mongolfiera più spettacolari d'Europa, accompagnati dal campione Italiano Igor Charbonnier. 
Giovedì 3 luglio ore 20:00, RAI UNO

sabato 12 gennaio 2008

I primi appuntamenti per il 2008 di Mongolfiere.IT



5° Raduno Internazionale di Mongolfiere " Città di Aosta" 13-17 Febbraio 2008

San Valentino in mongolfiera sulle Alpi della Valle d'Aosta

Il Club Aerostatique Mont Blanc in collaborazione con l'assessorato al Turismo e Sport del Comune di Aosta organizza uno spettacolare raduno di mongolfiere che per 5 giorni coloreranno i cieli della Valle d'Aosta e delle stazioni sciistiche.

Un'occasione unica per chi ha voglia di togliersi lo sfizio di guardare, faccia a faccia, le montagne più alte d'Europa e per chi preferisce tenere i piedi per terra, lo spettacolo non è da meno: più di venti palloni multicolore coloreranno il cielo della valle, creando uno spettacolo unico nel suo genere. Dalla piazza centrale si potrà assistere a tutta la preparazione e ai decolli delle mongolfiere. Lentamente si sale e dall'alto, dentro il caratteristico cestino in vimini, i passeggeri possono ammirare la città con i suoi imponenti monumenti romani, le mura che ancora delimitano la città storica. Man mano che si sale si aprono nuovi orizzonti, il paesaggio cambia completamente, lo sguardo è riempito, a 3000 metri di altitudine, da un mare di montagne, nevai, ghiacciai che circondano le mongolfiere. Si spazia a 360° e le vette più alte d'Europa si possono ammirare in tutta la loro imponenza: il Monte Bianco, la piramide del Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso.

Giovedì 14 Febbraio, San Valentino, voli speciali dedicati agli innamorati con brindisi a tremila metri! Venerdì, "silenzio si vola " una mongolfiera decollerà con dei musicanti a bordo per un concerto volante. Il programma prosegue fino a Domenica 17 Febbraio con dimostrazioni per le scuole, voli vincolati per i più piccoli e molte altre divertenti attività. L'organizzazione è curata da Charbonnier Mongolfiere, che ha al suo attivo 25 anni di voli in tutto il mondo dal del Polo Nord, ai deserti del Nord Africa, sul lago Baikal in Siberia. I voli più emozionanti e spettacolari rimangono in ogni caso quelli in mezzo alle più imponenti montagne d'Europa: nei cieli della Valle d'Aosta!

APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

30° Raduno Aerostatico di Chateau D'Oex (Svizzera) 19-27 gennaio 2008
80 mongolfiere e 10 incredibili mongolfiere a forma speciale provenienti da 20 differenti paesi parteciperanno a questo storico evento. Parteciperemo all'evento con una nostra mongolfiera.

1008° Edizione della fiera di St. Orso (Aosta) 30-31 gennaio 2008
Fiera millenaria che si svolge a cielo aperto lungo le vie del centro storico di Aosta e che richiama ogni anno decine di migliaia di persone. Oltre un migliaio di bancarelle espongono prodotti e manufatti tipici. In programma sorvolo in mongolfiera dell'evento
Sito web: http://www.fieradisantorso.it/index.htm

Volo in mongolfiera a Cavriana
(Mantova) 2-3 febbraio 2008
5 mongolfiere voleranno a Cavriana (Mantova) in occasione della Fiera di San Biagio

Via: Mongolfiere.it

lunedì 3 dicembre 2007

Campagna Tesseramento A.I.D.A. 2008

Comunicato Stampa

Tesseramento 2008 associazione A.I.D.A.

con l'avvicinarsi della fine d'anno Ti ricordiamo l'opportunità di rinnovare la Tua partecipazione

Se sei già socio A.I.D.A. siamo certi che vorrai confermare la Tua adesione: il primo anno di attività è stato un buon rodaggio e l'anno che viene ci vedrà massimamente impegnati. Ti ricordiamo inoltre che la Tua adesione ad A.I.D.A. comporta automaticamente e senza costi ulteriori anche la Tua iscrizione alla FIVU, con tutti i vantaggi che ciò comporta.

Se sei tesserato FIVU ma non sei ancora socio A.I.D.A. Ti invitiamo ad aderire ad entrambe le organizzazioni, con ill stessa spesa, associandoTi direttamente ad A.I.D.A.: provvederemo noi al Tuo tesseramento alla FIVU senza gravarTi di costi e facendoTi avere tutte le agevolazioni e i benefici riservati ai tessera ti.

Se non sei ancora socio A.I.D.A. Ti invitiamo ad unirTi a noi: nelle pagine del nostro sito puoi meglio conoscerci e valutare i nostri scopi e la nostra attività, anche per quanto attiene all'aggregazione alla FIVU per i piloti VDS. Il Tuo contributo è essenziale!

La quota associativa per l'anno 2008, pari alla quota di tesseramento deliberata dalla FIVU, è di € 30,00

Potrai provvedere al pagamento mediante sistema PayPal (link alla pagina "Iscrizioni" del sito www.diportoaereo.org, mediante bollettino postale sul conto che trovi indicato sul sito o facendo pervenire il Tuo contributo direttamente all'indirizzo indicato in calce a questa lettera.

Per ogni chiarimento, informazione o per un semplice contatto informale non esitare a chiamarci: indirizzo e-mail segreteria@diportoaereo.org l l l recapito telefonico gratuito Skype (collegamento in home page www.diportoaereo.org) III recapito telefonico 349.4355670

Alcuni dei benefici riservati ai soci AIDA - FIVU

  • sconto abbonamenti riviste di settore (Aviazione sportiva - Volare)
  • sconto assicurazione obbligatoria R.e. ULM
  • abbonamento al notiziario periodico FIVU
  • abbonamento alla mailing list informativa periodica AIDA

A.I.D.A. Associazione Italiana Diporto Aeronautico

sede: via Sansovino 33 - 20133 Milano I

C.F. 97453990158



CHI SIAMO: Un 'Associazione per tutti i Piloti diportisti

L'Associazione Italiana Diporto Aeronautico -A.I.D.A.- intende aggregare e mettere in contatto coloro che praticano il cielo per puro piacere personale, senza interessi commerciali o scopo di lucro. E ciò, bada bene, del tutto indipendentemente dal tipo di apparecchio con il quale essi vivono la loro passione per il volo.

Crediamo che non esistano differenze sostanziali tra chi sceglie di trascorrere la sua domenica ai comandi di un aeroplano di aviazione generale e chi decide di farlo ai comandi di un aeromobile ultraleggero. Sopratutto crediamo che quella distanza che, purtroppo, ancora separa alcuni Piloti di AG da alcuni Piloti ULM sia stata artificiosamente creata e non rappresenti la reale volontà di coloro che amano il cielo e lo vivono senza esigenze profess ional i.

Ci conforta rilevare che quella distinzione maligna aleggia talvolta nelle riunioni ufficiali e nelle tavole rotonde, ma scompare ai raduni e alle manifestazioni, segno inequivocabile che i Piloti migliori non si sentono "lontani" l'un dall'altro solo per la contingente disponibilità di mezzi diversi.

Non riteniamo riduttivo nè inopportuno affermare che per noi il volo è prima di tutto "ricreazione", ovverosia un momento atteso e meritato di ricarica spirituale, nervosa e fisica che costituisce una preziosa pausa nella nostra frenetica vita quotidiana. Non siamo professionisti (in verità qualcuno lo è pure, ma non partecipa in quella veste) e non ce ne vergogniamo, nè cerchiamo di travestirei da ciò che non siamo. Guardiamo con rispetto e ammirazione a chi ha fatto del volo il suo mestiere, e cercheremo di instaurare rapporti privilegiati per "rubare" un pò di prezioso sapere. Ma noi siamo altro.


COSA SIAMO: Un 'Associazione sportiva. ma non solo

II nostro non è un sodalizio sportivo in senso tecnico: fare a gara non è il nostro scopo sociale, vincere premi non rappresenta il nostro primo obiettivo.

Nel nostro Paese esistono eccellenti Federazioni Sportive Aeronautiche (FSA), integrate nell'Aero Club d'Italia, che si occupano istituzionalmente dell'aspetto sportivo (diciamo con doverosa precisione: dell'aspetto agonistico, sia pur a livello dilettantistico) riferito alle varie discipline di volo.

Siamo aggregati alla FIVU con la quale interagiamo costantemente. Ma noi siamo altro.


PERCHE' SIAMO: Il cielo del futuro e i suoi Piloti

L'attualità vede una sempre maggior omologazione dell'aviazione ultraleggera all'aviazione generale.

Lo sviluppo delle scuole e dei mezzi di comunicazione hanno elevato mediamente la preparazione dei Piloti muniti di attestato a livelli di tutto rispetto. La sempre maggiore frequentazione di avio superfici e aeroporti minori ha ridotto notevolmente il gap originario nella gestione delle procedure e delle comunicazioni.

D'altro canto, la parte più lungimirante dell'aviazione generale (specie all'estero) guarda con attenzione al fenomeno ultraleggero individuando in esso un fertile terreno di coltura per le nuove leve e di nuove risorse, beneficiando direttamente dei risultati tecnologici e delle iniziative proposte dall'aviazione "minore".

Il futuro più prossimo corre nella direzione di un ulteriore, significativo avvicinamento dei due "mondi" sicchè siamo proiettati verso una gamma ancora maggiore di sfumature nella preparazione dei Piloti non commerciali, parametrata al tipo di apparecchi ch'essi intenderanno condurre e all'attività di volo che desidereranno svolgere.


Ma la differenza burocratica giustifica una distinzione personale? Un Pilota di ultraleggero è persona diversa da un Pilota di "sport pilot" o, ancora, da un Pilota di aero-club? Ha interessi molto diversi? E' diversa la sua passione? E' diverso il suo bisogno di stare in cielo per "ricrearsi"? E' diverso il suo interesse al perfezionamento, il suo desiderio di sicurezza? E' diverso il suo piacere nel condividere con altri Piloti la sua esperienza?

Noi crediamo di no. E per questo siamo nati, sperando di averTi con noi.



Via : A.I.D.A.

martedì 27 novembre 2007

Apre l'anteprima di Volandia il più grande parco e museo del Volo Italiano

Vizzola Ticino (Va), 24 novembre 2007

APRE L’ANTEPRIMA DI VOLANDIA

IL PIU’ GRANDE PARCO E MUSEO

DEL VOLO ITALIANO

Si battezza oggi l’anteprima della struttura, apertura ufficiale nel 2010

Un parco a tema ma anche un museo che intende raccontare e celebrare la magnifica storia del volo: questa è - e sarà - Volandia. Nelle storiche officine Caproni, che hanno visto nascere e crescere la storia dell’aeronautica italiana, tra pareti e hangar intrisi di ricordi, si inaugura oggi Volandia.

Aperta con l’obiettivo di essere un primo test a supporto dell’intero progetto, l’anteprima espone i primi velivoli recuperati e restaurati, sostiene le attività di reperimento fondi (fundraising) e quelle di reperimento velivoli e vuole essere uno strumento di comunicazione per posizionarsi all’interno del panorama italiano ed internazionale di riferimento.


Taglio del Nastro della struttura

VOLANDIA nasce con l’idea di celebrare le aziende aeronautiche lombarde (grazie alla presenza di quattro aziende particolarmente rappresentative sul territorio: Agusta, Aermacchi, Siai Marchetti, Caproni). Il progetto del parco e museo non è una semplice esposizione di velivoli ma, grazie all’ambientazione ricreata e agli allestimenti, intende raccontare ‘storie’ e trasmettere emozioni.

L’ente che gestisce VOLANDIA (Fondazione Museo Aeronautica) è una fondazione di partecipazione pubblico-privato che vede come soci fondatori Provincia di Varese, Finmeccanica, Comune di Ferno, di Lonate, di Samarate, di Somma Lombardo e di Vizzola Ticino.

Soci fondatori sono coloro che hanno espresso -ed esprimono- uno o più membri all’interno del CDA, partecipando attivamente alla gestione della Fondazione.

Partner principale è Regione Lombardia con la quale Fondazione Museo Aeronautica ha stipulato un accordo di programma.

Hanno aderito all’accordo anche Parco del Ticino e Sea Aeroporti Milano.

Ulteriori partner del progetto sono il Comune di Milano e il Comune di Varese.

Il budget complessivo dell’intera operazione (Parco e Museo del Volo – VOLANDIA) ammonta a circa 20 milioni di euro, dei quali la metà destinati all’acquisizione dell’area da Finmeccanica, mentre l’altra metà per la riconversione del sito industriale a parco e museo, agli allestimenti ed ai restauri dei velivoli.

Al momento sono stati già recuperati finanziamenti a fondo perduto grazie al contributo di Regione Lombardia (8 milioni di Euro suddivisi su più annualità secondo l’accordo di programma sottoscritto), Ministero delle Finanze (2,8 milioni di Euro), Provincia di Varese (3,5 milioni di Euro di dotazione iniziale e 780.000 Euro dal maxi dividendo SEA), Finmeccanica (1,5 milioni di Euro), ai quali si sommano i contributi dei vari comuni.

L’anteprima del museo resterà aperta ogni sabato e domenica al pubblico (dalle 10.00 alle 19.00). Il mercoledì mattina solo per gruppi (>15 persone) e scuole previo appuntamento (obbligatorio).

E’ previsto, ad oggi, l’Ingresso gratuito sino al 30 dicembre 2007, grazie al contributo dei soci fondatori e partner.

Tempi e orari potrebbero subire modifiche, è possibile verificare telefonando allo 0331 771409 o collegandosi al sito www.volandia.it.

Prove ai simulatori per Reguzzoni (Pesidente della Provincia di Varese) e Caporaletti (Presidente AgustaWestland)


I VELIVOLI ESPOSTI NELL’ANTEPRIMA

L’intero progetto prevede circa 16.000 mq coperti e 50.000 circa di area scoperta.

Nel parco esterno si trovano: elicottero Agusta A109 (configurazione guardia di Finanza sotto una cupola realizzata ad hoc); Aermacchi C205V (simulacro – ingresso) e zona giochi per bambini sul tema volo.


All’interno dell’area espositiva: il monoplano Siai Marchetti SM80 Bis (idrovolante); l’elicottero AB204 (configurazione vigili del fuoco) e l’aereo pionieristico Caproni CA1, completamente restaurato grazie ad oltre 6.000 ore di lavoro e risalente al 1910.


L'Agusta AB 204 Vigili del Fuoco

Questo pionieristico biplano sorvolò per primo la brughiera vicino a Malpensa il 27 maggio 1910: era il primo aereo prodotto da Giovanni Battista Caproni, in quegli anni un neolaureato ingegnere esperto di aeronautica. Fino a quella data avevano sfidato il cielo solo i fratelli Wright e qualche aliante.


Il Caproni Ca.1 perfettamente resturato

Completano l’allestimento interno una sala video, un’area giochi-simulatori di volo e una zona modellismo



Il Savoia Marchetti S.80